ANNO 16 n° 272
Eremo Palanzana
Nessun accordo
raggiunto per ora
I progetti futuri di Mancini&Co
26/07/2012 - 11:18

Flavia Ludovisi

VITERBO – ''La proposta per concludere in maniera pacifica la vicenda sulla gestione dell’Eremo della Palanzana l’abbiamo inoltrata lo scorso 15 luglio, ma non abbiamo ancora ricevuto risposta dai proprietari”. A parlare è Mario Mancini, gestore dell’Eremo di Sant’Antonio e presidente dell’associazione Amici Familia Christi che, a meno di quindici giorni dallo sfratto esecutivo della struttura, pensa già ai progetti futuri. Un po’sconsolato, a dire al vero, perché il cuore lo lascerebbe lì, alla Palanzana, se gli togliessero definitivamente l’eremo, dove abita e lavora da quarant’anni esatti.

L’oggetto della proposta è più che chiaro, in pratica un “Do ut des”: Mancini&Co si impegnano a lasciare l’eremo il 30 settembre senza fare storie a patto che l’associazione Alfieri, nel caso in cui perdesse l’appello (ricorso che sarà discusso ad aprile 2013) restituisca le chiavi dell’ex convento agli Amici Familia Christi. Semplice. Eppure ancora tutto tace.

“Stiamo vivendo giorni critici – spiega Mancini. Il giorno dello sfratto si avvicina ma non siamo ancora pronti ad andarcene. Abbiamo proposto il 30 settembre anche per onorare gli impegni presi in precedenza per il mese di agosto. Per il momento abbiamo messo in stand by le prenotazioni di alcuni gruppi di pellegrini fissate proprio ad agosto, ma il problema più grosso si presenta con i convegni già organizzati”.

“Per la seconda metà di agosto – continua Mancini – era previsto il corso musicale organizzato dalla banda di Vitorchiano. Come ogni anno, il corso dura una settimana, coinvolge giovani e adulti e termina con un saggio nel bosco. L’anno scorso aveva partecipato anche il sindaco. Non sappiamo ancora se cancellarlo o meno, ecco perché vorremmo una risposta”.

Ma la domanda, a questo punto, viene spontanea: che ne sarà dei gruppi di preghiera e delle attività culturali promossi dagli Amici Familia Christi se l’eremo non tornasse nelle loro mani? Dove si trasferirebbero?

“Abbiamo varie strutture alternative a disposizione, ma certo è che operare al di fuori della Palanzana non sarà la stessa cosa. Il mio obiettivo primario, comunque vada a finire, è e rimarrà sempre quello di perpetuare il progetto degli Amici Familia Christi in nome della professoressa Tommasina Alfieri. Gli incontri, invece, continueremmo a farli a Roma, nella Basilica di San Lorenzo in Lucina, dove siamo già ospiti una volta al mese. A Viterbo ci appoggeremmo alla Caritas, con cui abbiamo sempre collaborato, sperando di dar presto forma al progetto comune di costruire una Casa famiglia. E poi ci potremmo trasferire a Spoleto, in un convento del 1200 dove sono conservati anche alcuni affreschi di Giotto”.

La Palanzana, però, rimarrebbe sempre la soluzione migliore per tutti, anche per gli altri dipendenti della struttura che beneficiano degli introiti dell’attività ospitalizia dell’eremo. “Ho tre collaboratori – spiega Mario Mancini – ,due signore che si occupano della cucina e delle pulizie e un contadino moldavo. Godiamo dell’appoggio di tutte le parrocchie viterbesi e della Curia in generale con cui siamo sempre a stretto contatto, ma che poco possono di fronte alla legge. Ci resta solo da incrociare le dita”.






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