ANNO 16 n° 275
Equitalia sotto attacco
in tutta Italia. Pacchi bomba, assalti, minacce
Venerdì nero per l'Agenzia delle entrate e gli addetti alle riscossioni
12/05/2012 - 06:00

VITERBO - Equitalia e Agenzia delle Entrate sotto attacco, tra minacce di stampo eversivo, avvertimenti, contestazioni e vere e proprie aggressioni. .

A Viterbo, infine, un imprenditore settantenne pieno di debiti e con l'azienda dichiarata fallita ha minacciato di uccidere gli impiegati della locale Agenzia delle Entrate: ''ormai sono rovinato. Ora vado là con la pistola, uccido tutti e poi mi ammazzo'', ha detto con una telefonata a un sindacalista della Uil. La Digos, dopo averlo identificato, ha fatto irruzione nell'abitazione dell'uomo e lo ha denunciato per procurato allarme. Nella casa non sono state trovate armi.

L'episodio forse più inquietante, se non il più grave, è stato il pacco bomba spedito alla direzione generale di Equitalia a Roma. Il plico conteneva poca polvere pirica e silicone, era senza innesco e secondo gli artificieri non poteva esplodere né incendiarsi, ma l'episodio ha suscitato allarme, considerato anche che solo di poco prima era la notizia della rivendicazione dell'attentato a Roberto Adinolfi, in cui i gambizzatori del Fai avvertono: ''Potevamo colpire qualche funzionario di Equitalia'', ma ''non siamo alla ricerca del consenso''. I due episodi, dunque, non sarebbero direttamente collegati, almeno in quanto a matrice, anche se ''non c'e' dubbio - dice un investigatore - che il clima in cui entrambi sono maturati, e gli 'ambienti', sono gli stessi''.

Sul plico esplosivo, che recava solo il generico destinatario ''Equitalia'', la Procura di Roma ha aperto un fascicolo: nessuna pista viene esclusa, nemmeno quella del ''gesto isolato''. Nello stesso ‘’clima’’ si colloca l'affissione, a Legnano (Milano), di quattro vecchi volantini siglati Br e con la stella a 5 punte: uno sulla targa di una sede dell'Agenzia delle Entrate, il secondo in una filiale dell'Inps e altri due all'esterno di una fabbrica. I volantini, senza riferimenti all'attentato di Genova o ad altre vicende attuali, riportano alcune frasi di documenti brigatisti degli anni di piombo. Un quinto volantino è stato rinvenuto al centro polifunzionale della corrispondenza di Parabiago, non lontano da Legnano.

A Napoli, invece, un presidio davanti alla sede di Equitalia, in corso Meridionale, è degenerato in violenti scontri con le forze dell'ordine: 12 poliziotti e alcuni manifestanti sono rimasti feriti o contusi, il traffico è stato a lungo bloccato. Le circa 200 persone che protestavano contro Equitalia - giovani dei centri sociali, associazioni di disoccupati e non solo, che chiedevano la chiusura degli uffici in segno di lutto per i suicidi avvenuti dopo la consegna delle cartelle esattoriali - hanno prima dato vita ad un blocco stradale, poi hanno lanciato contro gli uffici finanziari petardi e uova piene di vernice ''rosso sangue''. Infine, bottiglie, sassi, bottiglie e sacchetti della spazzatura sono partiti contro gli agenti schierati davanti agli uffici. La polizia ha risposto caricando e lanciando alcuni lacrimogeni, mentre i manifestanti hanno replicato rovesciando i contenitori della nettezza urbana e partendo in una sorta di corteo. La situazione di tensione si è protratta per ore. Sette persone sono state denunciate per resistenza, lesioni aggravate, danneggiamento e blocco stradale.

A Melegnano, nel milanese, due ispettori di Equitalia sono stati aggrediti e malmenati dal titolare di un'impresa edile, in una lite scoppiata durante un controllo fiscale: l'uomo, un piccolo imprenditore incensurato, è stato denunciato

Equitalia - i cui vertici, insieme a quelli dell'Agenzia delle Entrate, si incontreranno giovedì con il premier Monti - definisce ''inaccettabile'' e ''superficiale'' scaricare su di essa la responsabilità dei suicidi, anche perché, avverte in una nota, ''il sensazionalismo alimenta la violenza''.

 






Facebook Twitter Rss