ANNO 16 n° 273
Epifani: «Basta attentati al governo»
20/05/2013 - 09:28

«Bisogna lasciare lavorare il governo», perché «ha come fine il bene nazionale». Quindi, «Berlusconi deve smettere di mettere mine ogni giorno, questo governo non è nato per risolvere i suoi problemi, ma quelli delle persone più umili». Guglielmo Epifani, dal palco di Avellino, risponde al leader del Pdl. E non solo a lui. Perché il segretario del Pd punta il dito contro Beppe Grillo e replica: «Chiedere alle persone di strappare le tessere del loro partito per rinnegarne l'appartenenza, è davvero un curioso modo di concepire la democrazia».

«LA NOTTE DELLA DEMOCRAZIA» - Ed è proprio sul modus operandi dell'ex comico che Epifani avverte: «Non ci facciamo abbagliare da Grillo». Anche perché «Sappiamo per certo che ogni qualvolta si contrappone la piazza al Parlamento lì comincia la notte della democrazia. Guai a contrapporre una forma di democrazia all'altra».

 

FIOM - Dalle polemiche con Grillo a quelle sulla manifestazione della Fiom. «Mi è pesato non stare in piazza, vengo da quella storia, sono cinquant'anni che sto in piazza e lo ero anche ieri con Ignazio Marino». Per poi aggiungere: « «Non mi piaceva che durante il governo Prodi c'erano ministri che andavano in piazza e sfilavano contro il governo. Pretendo serietà e diamo serietà».

 

SEL - Una domenica intensa per Epifani. Con un piccolo siparietto. Alla manifestazione campana inciampa in un gradino. Rialzandosi, tranquillizza i dirigenti provinciali con lui: «Sto bene». Quindi prende la parola. E un pensiero va alle prossime elezioni amministrative. «Non credo mineranno la tenuta del governo». Insomma la preoccupazione sta proprio all'esecutivo. Così dopo Berlusconi parla del divorzio con Sel per il sostegno all'esecutivo. «Si vede che non era un matrimonio molto solido. Non mi piace chi scappa sempre da difficoltà e non mi piace che ci siano due sinistre. Una responsabile e l'altra che non vuole responsabilità».

 

VENDOLA - «Comprendo il nervosismo di Epifani, ma eviti di trasformarlo in una aggressione e in una ritorsione nei miei confronti, per me l'alleanza con Berlusconi non è responsabilità ma è una resa culturale». Così il leader di Sel Nichi Vendola ha replicato al segretario del Pd, aggiungendo che «è difficile dire a me che fuggo dalle responsabilità, io fuggo dall'idea che serva costruire un'alleanza con chi ha reso ridicolo il nostro Paese all'estero, e ha massacrato e umiliato il Paese»

 corriere.it






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