

VITERBO - La pubblica amministrazione vanta debiti nei confronti delle imprese per oltre 50 miliardi di euro (100mila miliardi delle vecchie lire). La classifica dei peggiori pagatori è guidata dalla Regione Lazio con 7,5 miliardi di euro. E' questo il resoconto impietoso della Corte dei Conti al Parlamento nella relazione sulla finanza locale.
Tra le imprese più colpite dai mancati pagamenti ci sono quelle del settore delle costruzioni. Appalti pubblici indetti, aggiudicati, contrattualizzati e già abbondantemente realizzati che non vengono regolarmente pagati. Nella provincia di Viterbo chi ha deciso di far sentire forte l’indignazione per questa realtà è il Consorzio Careca, che associa trentacinque imprese delle costruzioni.
''Il nostro Consorzio opera dal 1974 esclusivamente nel settore dei lavori pubblici – afferma il Presidente Fabio Pagliari – mai come in questo momento si è riscontrata la difficoltà ad incassare i crediti. I tempi di pagamento degli Enti Pubblici sono diventati insopportabilmente lunghi tanto che molte imprese riscontrano oggettive difficoltà a continuare ad operare. Le imprese del Careca impiegano oltre quattrocento dipendenti. Quattrocento famiglie rischiano quindi di trovarsi in estrema difficoltà”.
''Il Careca chiede alle associazioni di categoria di sostenere la campagna promossa in tal senso dai media nazionali perché il problema deve essere affrontato e risolto dal Governo Nazionale - continua -. La recente direttiva comunitaria che determina tempi certi nel pagamento dei debiti da parte delle Pubbliche Amministrazioni deve subito essere recepita. Il governo è stato delegato con legge comunitaria a promulgare i necessari adempimenti legislativi.
''In un momento di così grave difficoltà economica solo facendo ripartire l’economia reale è possibile uscire dal tunnel – continua Pagliari – le imprese hanno bisogno di ricostituire liquidità. Le Pubbliche Amministrazioni così come pretendono di incassare quanto a loro dovuto alle normali scadenze debbono altrettanto pagare i loro debiti. La nuova direttiva comunitaria, se sarà celermente applicata, può costituire un importante via di uscita''.
Le nuove norme europee per aiutare le piccole e medie imprese ad ottenere il sollecito pagamento delle loro fatture dispongono che le amministrazioni pubbliche devono pagare le merci e i servizi che hanno acquistato entro 30 giorni, oppure, in circostanze del tutto eccezionali, entro 60 giorni e che le imprese hanno automaticamente il diritto di esigere interessi di mora. Possono ottenere una somma minima fissa di 40 euro come risarcimento delle spese di recupero e chiedere il risarcimento di tutti le altre spese sostenute per il recupero.