

TARQUINIA – Ancora saccheggi di rame al pomodorificio di Tarquinia. E’ accaduto ieri (16 maggio), quando ancora una volta i carabinieri della stazione locale, durante un controllo di routine alla struttura, hanno arrestato un pregiudicato romeno proveniente da Fiumicino e hanno denunciato un suo connazionale proveniente, invece, da Ostia.
I militari lo hanno colto con le mani nel sacco, o meglio mentre era intento a sguainare cavi in rame sul retro dello stabilimento, dopo averli staccati dall’ormai devastato impianto elettrico della fabbrica di conserve di pomodori chiusa da diversi anni e già sottoposta nei giorni scorsi a sequestro giudiziario da parte della guardia di finanza, per inquinamento ambientale.
i carabinieri hanno notato, nel primo pomeriggio di ieri, un varco creato sul retro della recinzione perimetrale dello stabilimento e così dopo essere entrati per una verifica, hanno colto sul fatto i due romeni, che con tanto di pranzo al sacco al seguito, erano intenti a recuperare l’ormai noto “oro rosso”, ancora presente in grande quantità all’interno dello stabilimento dismesso.
Uno dei due è stato subito bloccato, mentre l’altro è riuscito a fuggire facendo perdere le sue tracce, ma è stato comunque identificato.
Gli investigatori hanno recuperato poi gli arnesi da scasso e circa 300 kg del prezioso materiale già sguainato e pronto per esser immesso sul mercato illecito.
Il romeno, 32enne domiciliato a Fiumicino, è stato così arrestato per furto aggravato, violazione di sigilli e possesso di arnesi atti allo scasso.