ANNO 16 n° 79
Energie rinnovabili nel Lazio: la Tuscia chiede equità e pianificazione responsabile
Appuntamento sabato 28 marzo alle 9.30, presso la Rocca dei Papi di Montefiascone
20/03/2026 - 10:26

MONTEFIASCONE - Sabato 28 marzo alle 9.30, presso la Rocca dei Papi di Montefiascone, si terrà un'Assemblea pubblica per presentare ai rappresentanti della Regione Lazio una serie di proposte in vista dell'approvazione della legge regionale sulle aree idonee e non idonee per gli impianti di energia rinnovabile, attesa entro maggio 2026.

All'assemblea parteciperanno le principali associazioni agricole, imprenditoriali e biodistretti, comitati locali, associazioni ambientaliste nazionali, sindaci, uniti nella difesa di un territorio che subisce da anni un assalto senza regole da parte delle energie rinnovabili industriali.

Al centro del confronto un dato allarmante: nella Provincia di Viterbo è già concentrato circa l'80% della produzione energetica rinnovabile dell'intero Lazio, in prevalenza costituita da impianti fotovoltaici, agrivoltaici e, in misura inferiore, eolici. Proprio su questi ultimi si registra però la maggiore crescita delle richieste autorizzative. I dati regionali indicano infatti che la provincia di Viterbo concentra oltre il 52% della potenza eolica già autorizzata a livello regionale e addirittura oltre il 94% di quella attualmente in fase di autorizzazione, configurando un ruolo del tutto sproporzionato nello sviluppo eolico del Lazio.

Le proposte concrete che verranno presentate chiedono alla Regione di applicare il principio di equa distribuzione territoriale — ora riconosciuto dalla Legge n. 4/2026 —, introdurre un 'fattore di saturazione' per le aree già sovraccariche, rafforzare le tutele paesaggistiche del PTPR e rendere sistematica la valutazione degli impatti cumulativi.

Il messaggio è chiaro: «Non siamo contro le energie rinnovabili. Siamo per una distribuzione equa tra tutte e cinque le province laziali.»

L'appello è rivolto alla Regione affinché la legge, da approvare entro pochi mesi, sia un atto concreto di governo del territorio e non un mero adempimento formale.




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