

Le emissioni in atmosfera rappresentano uno degli elementi di maggiore impatto ambientale causato dagli stabilimenti industriali. Per tale motivo, il D.Lgs. 152/2006, Testo Unico Ambientale, vi dedica tutta la sua parte V e una serie di allegati. Analizziamo di seguito gli aspetti più importanti con Sicurya Srl, società specializzata nell'offerta di servizi di consulenza in materia ambientale e di sicurezza sul lavoro.
La legislazione sulle emissioni
Secondo l'art. 268 del D.Lgs. 152/2006 (TUA), può essere definita un'emissione in atmosfera, qualsiasi sostanza solida, liquida o gassosa immessa nell'atmosfera e che può causare inquinamento atmosferico.
Tale definizione sembra dire tutto e niente, lasciando spazio a varie interpretazioni. Segnale questo della frammentarietà della normativa da un alto, e della vastità della tematica dall'altro.
Gran parte della disciplina sulle emissioni è contenuta poi negli allegati alla parte V del TUA, dove, tra le altre informazioni, troviamo anche i limiti di emissione da rispettare in base alla tipologia di inquinante.
La tutela dell'aria e la riduzione dell'inquinamento
La disciplina sulle emissioni in atmosfera si applica a tutte quelle attività e impianti, inclusi i termici civili, che producono emissioni in atmosfera.
Secondo quanto disposto dall'art. 269 del D.Lgs. 152/2006, tutte le imprese che intendono effettuare degli 'scarichi in atmosfera' devono essere preventivamente autorizzate. L'autorizzazione alle emissioni rilasciata dall'autorità competente, conterrà le modalità di captazione delle emissioni, i valori limite da rispettare, i metodi di campionamento e controllo, e in generale tutto quello che viene ritenuto necessario per una corretta gestione.
Pertanto possiamo dire che il principio su cui si fonda la normativa, non è quello di vietare in assoluto qualsiasi tipologia di emissione. Ma piuttosto quello di rendere tali emissioni 'controllate e controllabili', garantendo al tempo stesso la tutela della salute umana e dell'ambiente nel suo complesso.
L'art. 272 poi introduce un'eccezione. Infatti, laddove ricorrano i presupposti, il gestore dell'impianto può richiedere l'adesione ad una autorizzazione di carattere generale.
Ovvero, in casi particolari, l'autorità ha previsto delle semplificazioni in merito alla richiesta e al successivo rilascio dell'autorizzazione alle emissioni. A tal proposito, nella parte II dell' All. IV alla parte V del TUA, si trova l'elenco delle tipologie di impianti ed attività per i quali quest'ultima può essere adottata con indicazione delle specifiche richieste.
Una novità che ci sentiamo di segnalare è l'introduzione dell'art. 272-bis nel quale si fa cenno alle emissioni odorigene degli stabilimenti. Un timido segnale della voglia di chiarire la tematica anche da questo, nuovo, punto di vista. Per ulteriori informazioni vi invitiamo a visitare il sito di Sicurya Srl.
Il controllo delle emissioni in atmosfera
Le attività di controllo delle emissioni di inquinanti da impianti industriali hanno lo scopo di verificare il rispetto dei valori limite di emissione fissati in sede di rilascio dell'autorizzazione.
La recente normativa (D.Lgs. 155/2010 s.m.i.) prescrive che le Regioni debbano redigere un Inventario delle Emissioni.
Per la regione Lazio, è l'ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambientale) che gestisce l'Inventario. Questo è una raccolta di tutte le sorgenti d'inquinamento presenti (industriali, civili, naturali) e delle relative quantità di sostanze inquinanti immesse in atmosfera in uno anno in tutto il territorio del Lazio.
Pertanto funge da supporto per la pianificazione delle politiche ambientali del territorio. Inoltre, tale documento è costantemente aggiornato poiché costituisce l'elemento di riferimento per le azioni di gestione della qualità dell'aria, di pianificazione e di risanamento. Ed è anche facilmente consultabile online, per chiunque fosse interessato.
Il progetto 'Ossigeno'
In chiusura, ci sembra opportuno segnalare una importante iniziativa promossa dalla regione Lazio. Si tratta del progetto 'Ossigeno', che si pone l'obiettivo della piantumazione in 3 anni di 6 milioni di alberi e arbusti autoctoni, uno per ogni cittadino del Lazio.
Il fine ultimo del progetto, è quello di contrastare il cambiamento climatico, compensare le emissioni di CO2 e proteggere la biodiversità del territorio. Di certo questo non risolve il problema delle emissioni ma è un piccolo passo che, insieme ad altri, potrà fare la differenza.