ANNO 16 n° 10
Emergenza Plastica sul litorale Laziale: tra nuove barriere 'Acchiappa-Rifiuti' e l'incuria dei comuni
L'Epifania riconsegna tonnellate di rifiuti sulle spiagge di Marina Velca
Serena
10/01/2026 - 00:17
di Serena D'Ascanio

TARQUINIA - Una lotta a due velocità quella che si sta combattendo per la salvaguardia dell’ecosistema marino nel Lazio. Da una parte, l'innovazione tecnologica promossa dalla Regione; dall'altra, una realtà fatta di spiagge soffocate dai rifiuti che mette a nudo le carenze strutturali dei comuni costieri.

La Regione Lazio ha recentemente approvato un piano integrato di tutela dei fiumi e dei mari, una strategia ambiziosa che punta a fermare la plastica prima che raggiunga il mare aperto. Il sistema si basa su due pilastri fondamentali:

Barriere anti-plastica: Strutture posizionate strategicamente lungo il corso dei fiumi per intercettare i rifiuti galleggianti.

Battelli raccogli-plastica: Mezzi agili dedicati alla pulizia degli specchi d'acqua.

Questo sistema non si limiterà alla rimozione meccanica dei detriti, ma fungerà da vera e propria centrale di monitoraggio. Attraverso sensori avanzati, sarà possibile analizzare in tempo reale lo stato di salute e la qualità delle acque del Tevere e dell’Aniene, i due principali 'arterie' che trasportano purtroppo grandi quantità di inquinanti verso il Tirreno.

Nonostante i progetti futuri, il presente è ancora critico. Il 6 gennaio, giorno dell'Epifania, il 'mare d'inverno' ha presentato il conto. Una violenta mareggiata ha depositato vere e proprie montagne di plastica sulle spiagge del Lazio settentrionale.

Le immagini più degradanti arrivano dal tratto di costa tra Marina Velca e Nord Capo Verde, al confine con Riva dei Tarquini. Qui, la sabbia è letteralmente sparita sotto uno strato di bottiglie, contenitori e residui industriali, trasformando un paesaggio naturale in una discarica a cielo aperto.

Secondo le denunce dei residenti e degli osservatori ambientali, il problema non è solo ciò che arriva dai fiumi, ma ciò che i comuni non riescono a trattare. Sotto accusa finiscono i sistemi di depurazione delle acque, definiti insufficienti o del tutto assenti in molti comuni della costa laziale.

Senza impianti di filtraggio moderni e funzionanti, gli scarichi urbani continuano a riversare in mare residui che poi, alla prima tempesta, tornano inevitabilmente a riva, danneggiando il turismo e la biodiversità.

L'adozione delle barriere sui fiumi è un passo avanti fondamentale, ma senza una politica rigorosa dei comuni costieri sulla gestione degli scarichi e della depurazione, la battaglia per un mare pulito rischia di rimanere a metà. L'appello che arriva dalle spiagge di Tarquinia è chiaro: la tecnologia regionale deve essere supportata da una responsabilità locale immediata.






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