


TUSCANIA - L’incendio divampato nel fine settimana a Tuscania ha provocato la distruzione di oltre 150 ettari di terreno intorno al centro abitato del comune, prendendo corpo in sei zone diverse e distanti pochi km l’una dall’altra, tutte all’interno della valle del Marta: non apparendo questa come una coincidenza, gli abitanti di Tuscania sostengono che la natura del rogo sia dolosa. Sembra che i carabinieri stiano già eseguendo una pista, dopo la segnalazione di un testimone oculare che lo scorso sabato avrebbe visto un uomo appiccare un incendio nelle campagne tuscanesi.
Tra i punti più colpiti le aree rurali di San Giusto e della Vetrallese, raggiunte sabato. Le fiamme si sarebbero poi estese fino al ponte de Marta, arrivando a pochi metri di distanza dalla cartiera.
I danni sono stati importanti: un’azienda agricola in località Quarticciolo, sulla Tuscanese, è rimasta distrutta insieme ad altre produzioni e aziende agricoli, mentre un drammatico epilogo ha visto gli animali da allevamento arsi dalle fiamme.
È stata riaperta nella mattina di ieri la Tuscanese, chiusa per consentire le bonifiche dei vigili del fuoco e degli operatori dell’Astral. Sono state inoltre rimosse dalla strada le piante devastate dall’incendio per ripristinare la viabilità.
La situazione di emergenza non si calma: altri tre focolai sono scoppiati ieri mattina nell’arco di pochi minuti, tra la zona della Fioritella, in località San Lazzaro, e lungo la strada per Vetralla. A intervenire sono stati i vigili del fuoco e la protezione civile, che sono riusciti ad arginare il rogo. Alla Fioritella le fiamme sono arrivate a lambire la centrale idroelettrica dell’Enel, ma non ci sarebbero stati danni.