ANNO 16 n° 272
''Emergenza cinghiali, basta pregiudizi sui cacciatori''
Il comitato provinciale Arcicaccia Viterbo replica alla Lav
07/07/2024 - 05:24

VITERBO - Non si placa la polemica sulla questione dei cinghiali. Alla presa di posizione dei giorni scorsi della Lav contraria agli abbattimenti a favore della sterilizzazione, replica il comitato provinciale Arcicaccia di Viterbo che ribatte all'associazione animalista.

''Mancava. Ci mancava il proclama animalista autoassolutorio - dice l'Arcicaccia - Ora abbiamo l’atto di fede e sensibilità per i cinghiali, così come da presumere pure per la cimice asiatica o la zanzara tigre, e la morale è sistemata. La pubblica incolumità un po’ meno. Ma tutto non si può avere.

Ci sia consentita una piccola polemica visto che le contumelie anticaccia , talvolta pure insulti o minacce , si sprecano. In verità invece rispetto per una posizione etica, che ci risulta chiaramente complicato condividere.

Così come giudichiamo di buon senso anche se non risolutive alcune proposte avanzate , peraltro più volte promesse dall’amministrazione.

Dopo però basta colle affermazione perentorie quanto false. Infatti non perdono occasione per addebitare alla caccia e ai cacciatori l’esplosione del fenomeno.

Intanto è bene chiarire che l’ennesimo provvedimento annunciato non ha niente a che fare con la caccia. Si tratta di controllo , casomai riconducibile alle previsioni del Piano Straordinario di controllo della Fauna selvatica e cioè DM Ambiente 13/6/23. Avremmo qualche obiezione, ma confidiamo nei fatti. 

Quella del cinghiale ibridato poi , e quindi più prolifico, è una favola e nulla c’entra con la diffusione attuale. Lo dicono anche studi dell’Ispra, i cui pareri per Lav e assimilati, sono vangelo per i loro ricorsi anticaccia.

Gli studi sul genoma confermano che i cinghiali che scorrazzano anche per le nostre vie cittadine sono tipicamente italiani, anzi riconducibili alla sottospecie Sus scrofa majori, insomma maremmano''.

L'Arcicaccia ribatte anche sull'affermazione ''che si caccia illimitatamente ogni giorno, ad ogni ora, in ogni dove'' ricordando che la caccia in braccata, che pure è la più efficace e praticata, non supera i 40 giorni predeterminati annui nel periodo da novembre e gennaio. Poi l’effettiva praticabilità è vincolata alle condizioni climatiche e/o organizzative obbligatorie. Al dunque sono molti meno i giorni di effettiva pratica così come le zone consentite, con mille regole e limitazioni''. 

Per il prelievo in selezione, Arcicaccia ricorda che è ''accessibile solo a rigorose condizioni soggettive e di formazione, è anch’esso disciplinato in maniera puntuale. Raggiunti i limiti numerici previsti , per classi d’età e genere, immediatamente si ferma tutto''.

E i numeri ''sono largamente lontani dagli obiettivi che pure il commissario PSA ha deliberato per contrastare il fenomeno''.

L'Arcicaccia quindi elenca una serie di problematiche e conclude dicendo che ''è comodo avere, come al solito, i capri espiatori. Noi, se non per altro per vocazione, però non siamo proprio disponibili a recitare questa parte''.






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