ANNO 16 n° 222
Emergenza acqua nella Tuscia, ABACO contro Comuni e Talete: «Bollette illegittime su acqua non potabile, i cittadini non paghino»
L'associazione denuncia la gestione idrica tra Bassano Romano, Sutri e il resto della provincia
10/08/2026 - 07:45

BASSANO ROMANO - Mentre il Comune di Bassano Romano convive con un’ordinanza di non potabilità del 2025 e con un Sindaco che non solo scoraggia i cittadini a contrastare le strategie di Talete, ma li taccia di “allarmismo ingiustificato” e di poca trasparenza nel raccontare i fatti, apprendiamo non senza stupore che l’Amministrazione Comunale di Sutri con una nota tenta di far passare per un “generoso passo avanti” quella che è, nei fatti, una presa in giro. Vogliono presentare come un grande successo il fatto che «non verrà applicata alcuna indennità di mora» sulle fatture di prima immissione o che verranno aperti dei «punti di assistenza», per negoziare gli importi. Un tentativo maldestro di spostare e coprire le mancanze, cercando di far passare un principio smentito dai fatti e dalle ordinanze, ovvero che tutto è a posto. Non c'è niente a posto! La realtà dei fatti è ben diversa da quella raccontata negli annunci istituzionali, anzi da Bassano a Sutri, passando per Ronciglione, Viterbo e perfino a Castiglione in Teverina, l’intera Tuscia praticamente vive un paradosso, una situazione nociva e pericolosa, viene presentata come un “qualcosa da aggiustare”, o meglio da far pagare (nemmeno poco) ai cittadini.

La manovra è praticamente la stessa in ogni Comune, a fronte di una scandalosa situazione in termini di salute, sicurezza, e servizio, si finge di aprire una conciliazione, trasferendo le responsabilità sui cittadini, capovolgendo del tutto le logiche di diritto e buon senso.

Parlare di mora è uno sfacciato paradosso. Il Servizio non è adeguato alle indicazioni scientifiche, le bollette vengono inviate in ritardo rispetto alla richiesta di pagamento e addirittura i consumi sono “desunti” e a “fotocopia” e si ha l’arroganza di parlare di morosità nel pagamento?

Siamo veramente in una scuola d’illusionismo, dove in un fantastico gioco delle 3 carte si afferma la concessione di limitare il pagamento per qualcosa che non è dovuto.

Altro che concessione, è come chiedere un applauso per fingere di limitare una scorrettezza.

Ma poi di quale pagamento e servizio si chiede conto?

È l’inverso ovvero i cittadini subiscono sforamenti dei limiti stabiliti per legge dell'arsenico, sbalzi di pressione e/o mancata erogazione e i soggetti danneggiati e in credito, non sono i cittadini che hanno un'acqua non potabile, ma il gestore? Per non parlare delle attività commerciali che per proprio conto (e con le proprie tasche) hanno affrontato i costi per impianti di potabilizzazione, pensiamo a bar, alberghi, laboratori alimentari e piccoli coltivatori, i quali hanno evidentemente bisogno di soluzioni strutturali, non di sconti su servizi incivili.

Il top si raggiunge con l’ipotesi di sportelli comunali per 'negoziare' il pagamento e il debito. Cioè il cittadino deve accettare l’ingiustizia e recarsi a formalizzare la rinuncia ai suoi diritti. Negoziare il debito vuol dire in maniera indiretta dar ragione a “Talete spa”, ma forse la cosa ancor più grave è farlo con la “mediazione” delle istituzioni comunali, che anziché schierarsi con i comitati dei cittadini o li “sfottono” (vedi Bassano Romano) o li accompagnano nella cerimonia del “de profundis” dei loro diritti.

LE RICHIESTE DI ABACO. L'acqua erogata è non conforme agli standard sanitari e di legge, pertanto rappresenta un rischio per la salute e un inadempimento contrattuale da cui pretendiamo:

 

1. Il blocco immediato di ogni fatturazione per le utenze interessate da ordinanze di non potabilità e da parametri fuori norma.

2. La restituzione degli importi per i periodi in cui erano in vigore le ordinanze di non potabilità emesse dai Comuni e il riconoscimento del danno procurato da questa condizione.

3. Maggior trasparenza attraverso un osservatorio pubblico che possa accedere ai risultati delle analisi in tempo reale e al contempo che le analisi siano effettuate con cadenze adeguate all’emergenza idrica che stiamo vivendo.

APPELLO AI CITTADINI: NON FACCIAMO SCONTI A NESSUNO!

ABACO invita tutti i cittadini dei comuni della Tuscia a non cadere nella trappola delle 'soluzioni di facciata'. Non accettate di abdicare ai vostri diritti, per bollette che non dovevano nemmeno essere emesse!

Sosteniamo uniti questa battaglia, se il servizio è non conforme dovranno essere i cittadini a esser rimborsati, non faremo sconti a nessuno.

 




Facebook Twitter Rss