ANNO 16 n° 274
Egitto, il governo Sharaf si dimette
22/11/2011 - 10:22

La violenza non si ferma al Cairo. E il governo egiziano, apparso fino ad oggi sotto lo schiaffo dei vertici militari, annuncia le dimissioni. Il primo ministro, Essam Sharaf, ha infatti rimesso il proprio mandato a disposizione del Consiglio supremo delle Forze armate, che in un primo tempo sembrava aver accettato le dimissioni, notizia poi smentita dalla tv pubblica. Quello che è certo, invece, è che le elezioni parlamentari si terranno secondo il calendario previsto, a partire dal 28 novembre, come ha precisato il vice premier Ali el Selmi.

10MILA RITORNANO IN PIAZZA TAHRIR - Dopo la presentazione delle dimissioni del governo oltre 10mila persone si sono raccolte in piazza Tahrir. I dimostranti hanno accolto la notizia con gioia urlando «Allah è grande». L'annuncio non sembra però mettere fine alla determinazione degli egiziani di protestare fino a quando il Consiglio supremo militare non farà un passo indietro e trasferirà completamente il potere a un governo civile. Suonando i tamburi, i manifestanti hanno scandito lo slogan «La gente vuole la cacciata del maresciallo da campo», un riferimento a Hussein Tantawi, capo del consiglio dei generali al governo dalla caduta dell'ex presidente Hosni Mubarak. In una situazione caotica, che cambia a ogni istante, il Consiglio supremo delle forze armate egiziane (Csfa) starebbe cercando un accordo per trovare un nuovo premier prima di accettare le dimissioni annunciate nel pomeriggio dal governo guidato da Essam Sharaf.

GLI SCONTRI - Nel frattempo, per il terzo giorno consecutivo, piazza Tahrir si è trasformata in un campo di battaglia. L'aria è stata a lungo impregnata di gas lacrimogeni sparati dalle forze di sicurezza con l'obiettivo di disperdere la folla che non aveva intenzione di indietreggiare e ha risposto tirando pietre. I manifestanti chiedono a gran voce le dimissioni dei vertici militari e il trasferimento del potere a un esecutivo civile. In molti avrebbero voluto arrivare al ministero dell'Interno, dove sono stati schierati carri armati. Si aggrava il bilancio degli scontri:i morti sono decine solo al Cairo (due differenti fonti parlano di 24 oppure oltre 40) e due ad Alessandria, la maggior parte dei quali è stata uccisa da colpi di arma da fuoco. I feriti sono oltre 1.700. «Stiamo cercando bare, perché non ne abbiamo abbastanza», spiegano dall'obitorio della capitale egiziana.

(Corriere.it)






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