ANNO 16 n° 274
Egidi parte con il
tour e svela la linea
''Non si può essere rivoluzionari
in casa e subalterni alla Pisana'
02/02/2018 - 17:51

VITERBO – (mdl) “Per anni è stato scritto che sono il figlio di Sposetti. Se oggi il senatore sostiene un altro candidato (si parla di Enrico Panunzi ndr) va bene, sono abbastanza robusto per fare da solo”.

Andrea Egidi bolla così le indiscrezioni secondo cui il senatore uscente starebbe organizzando iniziative a sostegno di un altro candidato e lo fa a margine della presentazione del tour elettorale nella Tuscia che prenderà il via domani da Castiglione in Teverina.

Un tour che si annuncia ricco di appuntamenti “ma – dice – il lavoro non mi spaventa: sono uno che mette in fila per ragioni di lavoro media di 15mila chilometri all'anno. Conosco la provincia palmo a palmo”.

Egidi poi spiega che questa non sarà la solita campagna elettorale. Si tratterà di incontri tematici dove verranno coinvolte le realtà locali. Nel primo appuntamento, puntiamo sull’esperienza di fare comunità, in un paese simbolo del buon governo, con una lunga tradizione di sinistra e centrosinistra. Sarà con noi Catiuscia Marini, la presidente della regione Umbria che ha un rapporto forte con noi. Consapevoli di come la provincia di Viterbo sia una realtà complessa, diversa da nord a sud, siamo convinti che bisogna sviluppare un rapporto migliore e più forte con governi regionali più vicini. Sbaglia chi non ha in testa l’interregionalità”.

Egidi passa poi ad elencare quando di buono è stato fatto nei 5 anni del governo Zingaretti ma dice anche che “la campagna elettorale non si vince solo raccontando quello che di buono è stato fatto ma anche spiegando alla gente che cosa intendiamo fare. Guardare i problemi in faccia perché non tutto è risolto”.

“Dovremo essere capaci – dice Egidi - di spiegare come vogliamo portare stabilmente la nostra regione a quel ruolo di primo piano che merita in Italia. I prossimi 5 anni serviranno a costruire un Lazio Regione di Roma avendo in mente le grandi esperienze europee. Questo non significa continuare ad avere un ruolo subalterno e di difficoltà con Roma”. In questo contesto Egidi auspica un rapporto più equilibrato della Tuscia nel Lazio. “Non possiamo fare i rivoluzionari in casa e i subalterni alla Pisana”, dice.

Egidi elenca quindi una serie di temi intorno ai quali punta i riflettori: sanità, trasporti e infrastrutture, cultura, servizio idrico. Parla, tra l’altro, della necessità di dare ulteriori risposte al presidio di Acquapendente, delle opportunità che si aprono per la Tuscia con l’acquisizione di Anas della Flaminia e della Cassia, della necessità di rifinanziare gli attrattori culturali e di valorizzare le rievocazioni storiche.

Su questi temi chiave si confronterà nel mese del tour.






Facebook Twitter Rss