

VITERBO - Turismo, crollo degli arrivi nell’anno del Covid: per la Tuscia -39%.
Mentre in tutta la provincia tornano ad affacciarsi i primi visitatori, la Regione ha pubblicato ieri alcuni dati che fotografano l’impatto avuto dalla pandemia sul settore. ''In tutto il mondo - sta scritto - le nazioni hanno limitato gli spostamenti sia interni che da e verso l’esterno e anche in Italia ci sono state restrizioni agli spostamenti che hanno operato sia a livello regionale che comunale. Questi fattori hanno fortemente colpito le attività economiche e il settore turistico è stato tra i più danneggiati''.
Nel 2020 gli arrivi nel Lazio sono calati in media del 73% rispetto al 2019. La meta più penalizzata è stata Roma, più dipendente dal turismo internazionale: -76% in un anno. A seguire si trova la provincia di Frosinone -63%. La Tuscia invece si colloca a metà classifica, mentre perdite più contenute si sono avute a Rieti (-32%) e Latina (-30%). La provincia di Rieti, in particolare, nell’estate 2020, ha registrato risultati migliori rispetto alla stagione estiva 2019.

Il periodo nero è coinciso con i mesi del primo lockdown (marzo -90%, aprile -99%, maggio -97%). ''Nell’estate del 2020, l’allentamento delle misure restrittive ha favorito - come nel resto di Italia – una ripresa dei flussi turistici che si sono tradotti in perdite più contenute rispetto agli altri mesi dell’anno (grazie al turismo di prossimità, alla riscoperta dei piccoli borghi e delle località del litorale, nonché delle montagne laziali)''. Mentre ''nell’autunno del 2020, la seconda ondata di contagi ha costretto il Governo ad emettere nuovi provvedimenti restrittivi con effetti evidenti sul settore''.
Oltre alle misure emergenziali messe in campo nei mesi scorsi (quasi 11 milioni di euro in contributi a fondo perduto per gli operatori del settore), la giunta Zingaretti con una delibera approvata il 18 giugno ha stanziato per il 2021 altri 2,5 milioni di euro per il rilancio e la promozione del territorio. ''Il 2021 rappresenta un anno di transizione tra il periodo emergenziale dovuto alla pandemia da SARSCoV- 2 e quello della ripartenza'', spiegano sempre dalla Regione.
IL PIANO ''L’esame del contesto internazionale - prosegue la Regione - le previsioni circa l’andamento dell’economia mondiale e l’analisi dei principali mercati da cui proviene la maggior parte dei flussi turistici, inducono a puntare in particolare sui seguenti Cluster di elementi attrattori per promuovere l’offerta turistica regionale: 1) turismo culturale identitario: arte, storia, cultura (siti archeologici, musei e luoghi della cultura, borghi, turismo religioso); 2) eventi culturali ed artistici (musica, teatro, spettacolo dal vivo, manifestazioni e rievocazioni storiche); 3) luoghi della memoria e turismo di ritorno; 4) turismo outdoor: cammini ed itinerari, sport, natura e montagna (rete dei cammini del Lazio R.C.L., percorsi, itinerari, ecoturismo, sport all’aria aperta, osservazione della natura); 5) salute, enogastronomia e turismo rurale: benessere (terme, wellness, salute)''.
La somma messa in campo per il 2021 è di 2.567.002,00 euro.
Secondo Enit, l'agenzia nazionale del Turismo, ''il ritorno del turismo in Italia ai livelli 2019 (pre-Covid) richiederà almeno 2 anni (2023) con unincremento complessivo dei visitatori del 3% rispetto ai livelli del 2019. Tuttavia, la ripresa saràfortemente trainata dal turismo interno: il turismo domestico dovrebbe ritornare ai livelli 2019entro il 2022 mentre quello internazionale non tornerà ai livelli pre-Covid prima del 2024''.