


VITERBO - ''Qui dentro ci stiamo formando, non ci dobbiamo accontentare se le cose non funzionano''. Occupazione in corso da ieri al liceo scientifico Paolo Ruffini. Gli studenti chiedono interventi urgenti per risolvere varie criticità: sopratutto problemi di edilizia scolastica che si trascinano da tempo e che la pandemia ha acuito. Ma non solo.
''La situazione più complicata al plesso di via della Verità – spiegano -. Lì le aule sono troppo piccole per mantenere il distanziamento. I banchi finiscono addosso alle finestre o vicino alle uscite di sicurezza''. Complicato a volte anche andare in bagno per guasti che si ripetono nel tempo: ''Quello delle ragazze è stato bloccato due-tre settimane. Non sappiamo la causa. Forse un problema alle tubature, che sono molto vecchie. Hanno mandato gli operai per fare le riparazioni, ma dopo un po' erano nuovamente fuori uso. Nel frattempo abbiamo potuto utilizzare un solo bagno per tutti''.

Un altro problema lamentato dagli studenti è rappresentato dal rumore a Palazzo Borgognoni, un’altra delle tre sedi del liceo: ''Qui c'è un'aula che ha le finestre al livello della strada e si sente tutto, ogni macchina che passa. Impossibile fare lezione o concentrarsi. La porta inoltre è rotta e non si chiude''.
Nella sede di piazza Dante, invece, il cortile è off limits: ''Abbiamo un grande spazio verde a disposizione, dove potremmo stare all’aria aperta durante la ricreazione. Invece è impossibile utilizzarlo per motivi di sicurezza, perché c'è il rischio di prendere una pigna in testa. Questo spazio sarebbe stato utilissimo in tempo di pandemia''.
Sempre legata al Covid, la questione ingressi: ''Doppio turno durante la settimana, e turno unico invece di sabato, quando si entra tutti insieme''. Il Ruffini è l’unica scuola aperta sei giorni su sette: ''Ma gli orari del trasporto pubblico non ne tengono conto, per cui quel giorno è impossibile organizzare l'ingresso in due fasce orarie diverse. Una contraddizione''.
Problemi nuovi, e altri che, come detto, si trascinano da tempo. ''La scuola ha un indirizzo sportivo ma non ha una palestra propria, usiamo quella della parrocchia della Verità che gentilmente ci viene messa a diposizione da don Elio, che ringraziamo'', dicono gli iscritti.
Appresa la notizia dell’occupazione, ieri sul posto si è presentato un rappresentante dei genitori, Giuseppe Cocucci: ''Ho parlato con i ragazzi per capire cosa stava accadendo e le ragioni della protesta. Alcune situazioni vanno risolte subito. Penso al problema riferito ai bagni. Ma se l'inconveniente si dovesse ripresentare va permesso agli studenti anche l'accesso al bagno dei docenti, per limitare i disagi. Per quanto riguarda le problematiche nuove legate alla pandemia, ci sono stati due anni per intervenire, cosa è stato fatto in questo tempo? Verificheremo. Sul cortile c'è poco da dire, va trovato assolutamente il modo di poterlo utilizzare''. Se ne parlerà martedì, giorno in cui è prevista la riunione del consiglio di istituto.
Le principali richieste degli studenti sono riassumibili in 8 punti: risoluzione delle situazioni più drammatiche riguardanti l’edilizia scolastica; pprovazione del progetto dell’Aula autogestita; riqualificazione del cortile, se necessaria, e messa a disposizione degli studenti; richiesta da parte della scuola di una deroga per l’abolizione del doppio turno d’ingresso; utilizzo affidabile e costante del riscaldamento; ripresa della vendita di pizze, panini, cornetti e frutta nell’istituto; messa a disposizione degli studenti di uno sportello psicologico accessibile e ben pubblicizzato; attuazione di più progetti volti ad attività di orientamento e di percorsi di PCTO più adeguati allo studio o al futuro degli studenti.