ANNO 16 n° 274
Ecco le tappe della raccolta differenziata
Se ne č discusso in consiglio; la Provincia ha stanziato 105mila euro
17/12/2013 - 20:06

TUSCANIA - Dopo una serie di riunioni “scoppiettanti”, piene di polemiche e contrasti, il consiglio comunale di ieri si è svolto con relativa tranquillità. Le tematiche affrontate nei punti all’ordine del giorno infatti, non toccavano temi “caldi” della politica amministrativa tuscanese di questo periodo. In sostanza, sono state approvate solo alcune variazioni, regolamenti e questioni discusse già ampiamente nelle commissioni specifiche.

Le problematiche di maggiore attualità sono emerse “tra le varie ed eventuali”, in particolare l’iter che dovrebbe portare finalmente alla partenza della raccolta differenziata per la quale la provincia, secondo quanto riferito dall’assessore Nassi, ha fornito un contributo di circa 105 mila euro che è stato inserito in una variazione di bilancio. La “chiave” della raccolta differenziata che, come è noto, a Tuscania sarà porta a porta, è la conclusione dei lavori all’eco-centro sul quale il consigliere di opposizione Liberati ha chiesto informazioni a Massimo Natali. “La prima fase è terminata- ha risposto il sindaco- ora parte la seconda fase, che prevede l’asfaltatura e l’impermeabilizzazione del piazzale davanti l’eco-centro, il gabbiotto del custode, il cavidotto e la strada di collegamento. Se la regione ci viene incontro come deve, si può prevedere una partenza della raccolta differenziata per metà marzo”.

Il sindaco Natali ha quindi definito una data che dovrebbe concludere un percorso che fino a qui è stato lungo e complicato. Un percorso che dovrebbe cambiare radicalmente la gestione dei rifiuti e quindi anche le abitudini dei tuscanesi.

In conclusione si è parlato anche della “querelle” del progetto “minori più sicuri”, una questione analizzata più volte in queste pagine e che ha provocato l’indignazione dell’opinione pubblica. L’amministrazione infatti, avrebbe perso un finanziamento di oltre 50 mila euro dalla regione per un progetto risalente al 2006 (pari alla metà dell’importo totale) e ora è costretta a restituire il vecchio “acconto” già versato dall’ente superiore, pari a circa 25 mila euro.

“Il progetto viene dall’amministrazione Cappelli- ha dichiarato l’assessore Nassi- ma il comune doveva mettere la sua parte nel 2008, periodo del commissariamento nel quale il commissario Tarricone si è venduto il palazzo Baronale. In sostanza il progetto è morto sul nascere. Ora scriveremo alla regione per chiedere le modalità di pagamento, ma dato che siamo creditori con l’ente di circa due milioni di euro non dovrebbero esserci problemi”.

“Quando si fanno i progetti bisognerebbe sapere come varia il bilancio- ha aggiunto l’assessore Maccarri- è stata colpa degli amministratori dell’epoca”.

 






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