

“Pur non avendo alcuna volontà di polemizzare nei confronti di alcuno, ho consegnato le dimissioni da consigliere comunale e capogruppo Pdl al Comune di Soriano circa un mese fa per attirare l’attenzione dei nostri elettori sulla mancanza di coesione e sull’esistenza di diverse idee circa la strategia da adottare nelle prossime elezioni amministrative”.
Inizia così la lettera che Angelo Santocchi ha inviato alla nostra redazione, per fare qualche considerazione sulla situazione politica (un tantino ingarbugliata) del paese cimino.
“Un’incoerenza – spiega – che si è inaspettatamente manifestata dopo anni di politica unanimemente condivisa, a sorpresa, in occasione della predisposizione del programma e della formazione delle liste da proporre all’elettorato sorianese. Mi sono dimesso, però, soltanto a fine mandato, dopo aver esercitato la mia funzione di opposizione con il massimo dell’impegno per ragioni di fedeltà nei confronti del prospetto politico e delle idee guida del Pdl e, soprattutto, per motivi di lealtà e correttezza nei confronti dei miei molto numerosi elettori. Avendo peraltro constatato la permanenza di difficoltà nell’elaborazione di una politica comune e costruttiva, ho ritenuto, per ora, nonostante le numerose e pressanti proposte ricevute, di farmi da parte, seppur con grande rincrescimento, nelle speranze di poter contribuire, in tal modo, a rasserenare il clima politica locale'.
'Ciononostante – aggiunge Santocchi – in presenza di una sinistra che, in un modo o in un altro, con concretezza e pragmatismo riesce sempre a trovare la quadratura del cerchio in vista delle amministrative, assisto purtroppo, ancora una volta e dopo decenni, al mesto spettacolo di un centrodestra che, nelle occasioni più importanti, non riesce a trovare le necessarie coesione ed organicità”. “Tutto ciò – conclude Santocchi - va ad impoverire la competizione elettorale che, al di là dei consueti altisonanti proclami, in mancanza di una valida alternativa contribuisce solo ad impigrire il già languido clima amministrativo e non favorisce certo lo sviluppo di nuove idee ed iniziative”.