

VITERBO – Un portachiavi con un gettone di plastica da utilizzare per il carrello del supermercato. Per contrastare il fenomeno dell'accattonaggio da parte di chi chiede quell'euro necessario per poter disporre del carrello.
''La nostra iniziativa non ha nessuna connotazione antirazzista come invece qualcuno ha scritto. – sottolinea Umberto Ciucciarelli, coordinatore provinciale UdT – E' solo un tentativo di far partire da comportamenti individuali una diversa reazione a quello che sostanzialmente ci viene imposto''.
''Come Unione della Tuscia – prosegue – siamo stati sempre molto critici con l'idea governativa di spalmare sui territori quasi a forza il frutto di un'iniziativa politica che abbiamo sempre reputato unilaterale. Come dimostra il fatto che i nostri partner europei hanno reagito diversamente rispetto all'Italia. Secondo le leggi vigenti da noi l'identificazione dei migranti non può essere imposta. Nonostante la cancelleria tedesca Angela Merkel ci abbia ammonito già due-tre anni fa sulla questione spiegando che non intende accettare persone non identificate, in Italia abbiamo continuato imperterriti a fare un lavoro di carattere sicuramente umanitario trascurando però spesso e volentieri le esigenze dei territori''.
Dalla disamina generale Ciucciarelli torna quindi sui motivi dell'iniziativa odierna. ''Noi reputiamo da tempo che dietro l'accattonaggio ci sia una forma di racket. E la dimostrazione arriva dal fatto che la mattina gruppi di persone vengono accompagnati in posti ben precisi. E' opportuno che le reazioni di ogni cittadino partano da comportamenti individuali, quindi il carrello lo metto a posto da solo perché reputo che tu abbia già vitto e alloggio e che questi stiano costando a me parte della mia fiscalità, e stiano costando ai miei figli, ai miei nipoti, ai miei nonni tagli sulle pensioni o comunque il non adeguamento al costo della vita. Perché i 4 miliardi e mezzo di euro in 4 anni stanziati dallo Stato in materia d'immigrazione corrispondono a più di un miliardo l'anno sottratto alla fiscalità generale a fronte delle poche centinaia di milioni di euro che l'Europa mette a disposizione del nostro Paese''.
E' un fiume in piena Ciucciarelli che prosegue: ''Questa è la sintesi della nostra iniziativa. Anche se purtroppo abbiamo dovuto leggere su alcuni social locali frasi molto sconvenienti in merito. Come se in realtà chi tradizionalmente, da un punto di vista politico, ha sempre parlato di proletariato non considerasse che oggi è proprio il proletariato ad essere più in difficoltà rispetto a queste presenze''.
Amplia ulteriormente il ragionamento. ''Non è normale che intorno alla fontana dei Caduti e in pieno centro di Viterbo si verifichi quel bivaccare quotidiano che tra l'altro crea anche problemi di ordine pubblico. Sarebbe stato opportuno evitare le concentrazioni per scongiurare possibili rischi''.
A tale proposito rende noto che Unione della Tuscia ha più volte chiesto al sindaco e al prefetto quale sia il livello di percentuale di presenze rispetto agli abitanti. ''Nessuno ha mai fornito né una risposta né dati ufficiali e noi immaginiamo che la motivazione possa essere perché le quote previste siano state superate''.