ANNO 16 n° 275
“E – congiunzione per una cultura della salute mentale”, presentata l'associazione al Consorzio delle Biblioteche
11/06/2013 - 11:13

VITERBO – Promuovere una cultura del benessere, lottando contro ogni forma di pregiudizio per rimuovere le barriere culturali che ostacolano la partecipazione sociale delle persone più fragili. E' l'ambizioso obiettivo della neonata associazione “E – congiunzione per una cultura della salute mentale”, presentato venerdì scorso dalla presidente Loretta Zanobbi nella sala conferenze del Consorzio delle Biblioteche. “E' importante diffondere la cultura del rispetto dell'altro, sopratutto nelle giovani generazioni, per sconfiggere la discriminazione. I ragazzi vanno resi coscienti del problema il prima possibile a partire dalla scuola, dove il bullismo, sempre più diffuso, rappresenta la prima forma di violenza verso chi è considerato più debole rispetto al gruppo dominante”, ha affermato Zanobbi. Il dibattito ha preso spunto dal toccante cortometraggio Il circo della farfalla, del regista americano Joshua Weigel, che racconta la storia di un ragazzo disabile che, grazie all'aiuto di persone che credono nelle sue potenzialità, scopre di possedere abilità che prima non immaginava. Lo psichiatra Alberto Trisolini, direttore del dipartimento di salute mentale di Viterbo, ha paragonato la vicenda del protagonista del film al percorso che ogni persona affetta da disagio psichico può compiere, se sostenuta da altri che credono in lei. Il ruolo dei professionisti che operano nel campo della salute mentale non deve essere soltanto quello di fornire aiuto alle persone sofferenti ma anche quello di educare la società a credere in loro e nelle loro possibilità: dire “si può...” è già guarire. A tale proposito Trisolini ha ricordato la figura di Vincenzo Cardarelli – al quale è dedicata la sala conferenze del Consorzio – che seppe trarre dalla sua sfortunata vicenda personale l'energia creativa necessaria alla sua altissima produzione artistica. Per lo psichiatra, le arti, la poesia, la letteratura e la dimensione spirituale della vita possono concorrere a migliorare la qualità delle nostre relazioni ed a diffondere i valori di umanità che giovano ad ogni membro della comunità. Sulla stessa lunghezza d'onda l'intervento dello storico dell'arte Pietro Boschi, che ha sottolineato come a partire dal Novecento l'arte contemporanea abbia rivolto il suo sguardo alla sofferenza ed alla diversità conferendo loro una nuova dignità e sottraendole all'oblio cui l'estitica classica le aveva destinate. L'incontro promosso dall'associazione “E”, cui seguiranno altre manifestazioni simili, ha visto la partecipazione, oltre che di persone interessate: utenti, famigliari ed operatori, di cittadini che si sono avvicinati per la prima volta ad una questione così sensibile e di fondamentale importanza.

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