

di Domenico Savino
VITERBO - La questione del defibrillatore di Bolsena travalica i confini della Tuscia. L’eco della polemica tra il sindaco della cittadina lacustre Paolo Dottarelli e il comitato spontaneo per il defibrillatore si fa sentire anche ad Orvieto. La querelle ha del paradossale poiché il dispositivo viene acquistato grazie ad una cena di beneficenza, si decide di installarlo nella biglietteria dello stadio comunale, ma il giorno prima dell’inaugurazione arriva lo stop all’installazione.
La società di calcio Virtus Bolsena decide comunque di sistemare il defibrillatore andando contro il parere del primo cittadino che, a dire la verità, non si è mai schierato con parere avverso la decisione, ma ha espresso perplessità circa il posizionamento nella biglietteria dell’impianto sportivo evitando di lasciare il defibrillatore al freddo in inverno e senza adeguate protezioni per difenderlo dai vandali.
Interviene, così, con una lettera aperta a Dottarelli, il dottor Giampiero Giordano, presidente dell'associazione ''Amici del cuore di Orvieto''. La cittadina umbra è cardio protetta e ci sono dodici defibrillatori nel centro storico, ma i defibrillatori da soli non servono se non ci sono le persone adatte che li sappiano utilizzare e infatti si stanno formando dei ''laici di rianimatori'' di primo soccorso.
Così inizia la missiva del dottor Giordano: “Mi stupisco che Lei non abbia plaudito l'iniziativa dello sport e non si sia fatto artefice di una crociata a favore di uno strumento che compendia sentimenti importanti, come sensibilità verso cittadini e turisti, come senso della comunità, come altruismo, come modernità tecnologica, ed anche come straordinaria opportunità turistica”.
Giordani fa anche riferimento anche agli atti vandalici di cui parlava Dottarelli: ''Per quanto riguarda questi gesti va detto che sono ovviamente possibili. Il costo dei defibrillatori che abbiamo posto ad Orvieto è assolutamente contenuto per cui un eventuale furto non produce di certo danni irreparabili''.
Ma il punto focale sta nella possibilità di usare i dispositivi e renderli effettivamente utili: ''La filosofia del defibrillatore è la filosofia della defibrillazione - dice Giordano - delle aritmie causa dell' arresto cardiaco nel minor tempo possibile (dopo un minuto il 90% di successi, dopo dieci minuti nessun successo) lo strumento dovrà essere posizionato in modo che sia raggiungibile nel minor tempo possibile. Quindi, non portoni, nè porte, ne armadietti, ne chiavi. Deve essere lì, pronto e disponibile per chi ne avesse bisogno e non ha tempo da sprecare. Speriamo che ciò non avvenga mai, ma 70.000 italiani sono colti da arresto cardiaco al ritmo di 1 ogni 8 minuti''.
Quindi la conclusione sarcastica: ''Non mi interessano assolutamente le dispute paesane e meno che mai le dispute politiche. Ma che si tratti di una delle iniziative più belle, più illuminate, più ricche di altruismo e generosità è certo. Tutto il resto conta poco. Si rischia solo di salvare una persona....''.