

VITERBO - E’ la Turchia la nuova frontiera dell’export made in Tuscia. Nel 2011, infatti, l’esportazione verso la regione anatolica è aumentata dell’11% rispetto all’anno precedente. A fare la parte del leone sono i prodotti dell’industria agroalimentare seguiti, a notevole distanza dalla gomma e dalla plastica. Frenano invece le importazioni (-2%), che rimangono a livelli di gran lunga inferiori a quelli pre-crisi.
I dati sono diffusi ieri in occasione del convegno sul tema “Calare le reti in un mare di opportunità”, al quale hanno partecipato tra gli altri il presidente di Unindustria Aurelio Regina e l'ambasciatore turco in Italia Hakki Akil.
Anche a livello regionale l’andamento è estremamente positivo: Nei primi 9 mesi del 2011 le esportazioni laziali verso la Turchia sono aumentate del 14% rispetto al 2010, con volumi più che quadruplicati nel comparto alimentare (+330%), più che raddoppiati per i computer e gli apparecchi elettronici (+117%) e oscillazioni minori negli altri settori più significativi (apparecchi elettrici +17%, prodotti petroliferi +34%).
A livello regionale, nel 2010 la Turchia pesava per l'1,7% della domanda estera rivolta alla produzione laziale e rappresentava anche l'1,2% delle importazioni.
Il 98% delle esportazioni riguarda il settore manifatturiero, mentre i sottosettori maggiormente coinvolti sono quello della produzione del coke e dei prodotti petroliferi raffinati (29% ), il farmaceutico (21%) e quello dei macchinari e degli apparecchi elettrici (19%).