

di Massimiliano Morelli
Prevenire è meglio che curare, e allora è bene sapere che mentre i virologi s’affannano a occupar poltrone nei salotti televisivi d’una Italia sempre più nazionalpopolare, in Thailandia è stato trovato un nuovo coronavirus, che risponde al nome di RacCS203 e il cui codice genetico è identico al 91,5% a quello del Sars-CoV-2. Anche questo virus è “figlio” dei pipistrelli; un gruppo di ricercatori dell'Università di Singapore ha individuato il nuovo virus nel sangue di cinque “bats” (pipistrelli, appunto) che vivono in Thailandia. Secondo primi studi e accertamenti, al momento il RacCS203 non sarebbe capace di contagiare le persone perché non in grado di legarsi al recettore ACE2 sulle cellule umane, che rappresentano le “porte d'ingresso” usate dal Covid-19 per entrare nel nostro corpo. La notizia è stata diramata da una rivista scientifica, “Nature Communications”. La preoccupazione al momento riguarda la capacità dei coronavirus di muoversi tra i mammiferi, gatti, cani e visoni su tutti. Spostandosi tra le specie, il virus può mutare ed evolvere in un nuovo patogeno, che fra le altre cose potrebbe spiegare come è emerso il Covid-19.
Evidence for SARS-CoV-2 related coronaviruses circulating in bats and pangolins in Southeast Asia | Nature Communications