

VITERBO – (fla.lud) Chi pensava che stamattina Filippo Rossi svelasse l’arcano apparentamento al ballottaggio dovrà aspettare ancora un po’. Questione di ore, pare, o al massimo di un paio di giorni. Già, perché Mister Viva Viterbo, dall’alto del suo 12,19 %, ancora non ha deciso a quale santo votarsi. E pare che anche i suoi sostenitori scalpitino. A detta sua, infatti, la casella di posta elettronica e l’account di facebook scoppiano di mail per capire chi sostenere al ballottaggio. Per non parlare di chi lo ferma per strada per avere un consiglio.
Dall’alto del suo 12,19%, dicevamo. ''Un risultato ottimo” dicono alla sede di via San Lorenzo, che non ha fatto e non farà la rivoluzione, certo, ma che comunque fa gola ai due candidati sindaci. “L’obiettivo era vincere – ammette Rossi – e non l’abbiamo raggiunto. Questo perché i viterbesi non ci hanno dato abbastanza fiducia, ma è per quei 4mila che invece ce l’hanno data che non possiamo abbandonare la partita. E’ una grossa responsabilità decidere con chi allearci”. E poi prima frecciatina: “Il nostro sogno sarebbe quello di incontrare i candidati per parlare di contenuti, ma sappiamo già che non sarà possibile perché a loro importa poco dei programmi. Tuttavia vogliamo ragionare in assoluta equidistanza per capire se possiamo essere determinanti nella nuova amministrazione''.
Ed ecco la conditio sine qua non: ''Sosterremo chi dei due ci garantirà l’attuazione quantomeno dei principi cardini del nostro progetto, ovvero il centro storico, la riqualificazione turistica della città e l’investimento culturale. Solo con queste premesse scenderemo a fianco o del centrodestra o del centrodestra, perchè alla fine sembra di parlare con la stessa persona (seconda frecciatina, ndr). Siamo la terza forza in città e meritiamo rispetto. Preferiamo la forma dell’apparentamento, ma non è un obbligo perché non abbiamo paletti burocratici, la priorità è guardare ai contenuti. E se non sarà possibile fare questa alleanza perché mancano i presupposti diremo comunque ai nostri elettori di andare a votare al ballottaggio e soprattutto chi votare''.
''Aggiungo che non rinnego nulla di quello che ho detto su Marini e Michelini in campagna elettorale. Del primo ho criticato il modo di governare, del secondo il modo in cui ha costruito la sua politica, quella somma informe di liste che l’ha appoggiato. Ma la politica è fatta anche di questo, di alleanze, che significa diversità di opinioni. In ogni caso voglio anche aggiungere che quello di Viva Viterbo è stato un voto d’opinione, quello degli altri di apparato e che noi, come gruppo, siamo più uniti di prima''.