

MONTEFIASCONE – Uno Scarabeo cilindrata 50 non funzionante. Un valore di mercato di poche centinaia di euro e così la decisione di portarlo in un’officina di Montefiascone per farlo aggiustare.
''Quel motorino è rimasto da noi per alcuni giorni – spiega una delle ex dipendenti dell’azienda – poi, a causa del difficile reperimento dei pezzi di ricambio, abbiamo contattato il suo proprietario: non lo potevamo aggiustare. Se lo sarebbe dovuto venire a riprendere’’. Invece il silenzio, il buio totale per mesi, anni. Dal 2007 al 2009, quando all’improvviso l’uomo M.P. torna all’officina e propone uno scambio: ‘’Avrebbe dato lo Scarabeo in permuta e avrebbe acquistato uno scooter della Bmw, da cui avremmo dovuto scalare i soldi del cinquantino’’.
2 mila e 500 euro, il valore della nuova moto. 2 mila i contanti consegnati dall’acquirente all’officina falisca.
''Tutto documentato negli atti di vendita - sottolinea la dipendente – tutti tranquilli e soddisfatti per l’affare appena concluso’’.
Poi l’amara sorpresa, dopo ulteriori due anni: nel 2011 una denuncia per appropriazione indebita. ''Secondo l’uomo, mio fratello gli avrebbe venduto lo scooterone non permutando lo Scarabeo, che dunque, doveva essere riconsegnato al legittimo proprietario’’.
Da qui un calvario giudiziario, che trascina il meccanico in tribunale: ''Giudice, ma di cosa stiamo parlando? – incalza il difensore – dopo quattro anni aver portato il motorino ad aggiustare e dopo averne comprato uno nuovo, senza alcun documento alla mano, ci si può svegliare e denunciare un onesto lavoratore? Non si può, ecco perché chiedo il suo proscioglimento dalla vicenda’’.
Un’assoluzione chiesta e concessa dal tribunale viterbese.