ANNO 16 n° 272
''Durante il lockdown ho creato nuovi piatti insieme alla piccola Mia''
Lo chef Felice Arletti (Il calice e la stella) oggi alla ''Prova del cuoco'' con i ceciliani estivi. Domani la riapertura del locale a Canepina, tavoli anche in piazza Garibaldi
04/06/2020 - 06:53

CANEPINA - (sim.lup.) - Ha una bambina di 18 mesi che si chiama Mia e una compagna, Sonia, ''con le quali durante il lockdown ci siamo divertiti a creare piatti nuovi. La bambina è una ottima assistente di cucina, fa la pizza già meglio di me'', dice Ferlice Arletti, titolare dell’agriristoro ''ll calice e la stella'' di Canepina, che domani riapre le porte ai clienti dopo quasi tre mesi di stop: ''Ci siamo presi due settimane in più, per fare tutte le cose con calma''. Oggi, intanto, Arletti sarà ospite su Rai Uno alla ''Prova del cuoco'' per presentare in anteprima nazionale la sua ultima creazione: i ceciliani estivi cacio e pepe, dopo che la puntata in cui doveva essere protagonista nei giorni scorsi è slittata all’ultimo momento.

Per i pochi che non lo conoscono, Arletti, 42 anni, è uno dei cuochi dell’alleanza di Slow Food. Si tratta di chef la cui filosofia si traduce nello slogan ''buono, pulito, giusto'' applicato al cibo. Arletti, inoltre, è il cuoco della provincia di Viterbo che può vantare il numero maggiore di segnalazioni sulle guide di settore, ben sette: dal Gambero Rosso alla guida ''La pecora nera'' dedicata alle osterie del Lazio. E’ divenuto noto per aver creato un intero menu alla canapa, dall’antipasto al dolce. A base di farina di canapa anche una versione speciale del piatto canepinese per eccellenza, il famoso fieno. In tv, oltre alla Prova del cuoco, dove ormai è di casa, è stato ospite di numerose trasmissioni.

Oggi Arletti presenterà una ricetta nuova che è sempre un omaggio alla propria terra: i ceciliani estivi. ''Un tipo di pasta - racconta - con una storia antica come quella del fieno, ma che nel corso dei secoli non ha goduto, per così dire, di molto marketing''. Gli ingredienti sono pecornio dop, pepe e scorza di limone grattugiata che serve a donare al piatto acidità e freschezza. Si possono consumare al piatto ma anche nel cartoccio da passeggio, prendendoli direttamente con le mani, visto che non sporcano.

Come per tutti gli altri ristoratori, anche per Arletti i mesi di lockdown sono stati un periodo difficile: ''Il virus ci ha messo a confronto con tante paure e incertezze, momenti che ho superato grazie alla mia piccola bimba, con la quale ho potuto passare molto più tempo rispetto a prima. Chi fa questo lavoro trascorre anche 13-14 ore al giorno al ristorante. Sicuramente questo evento ci ha fatto comprendere quali sono le priorità. E’ stato un momento di riflessione sul senso della vita e sul senso del lavoro e su come interpretarlo''. In questo senso Arletti ha trovato delle conferme: ''La pandemia ci ha insegnato l'importanza di una economia circolare. Oggi più di prima bisogna puntare su una cucina legata ai prodotti del territorio e alla loro storia''. Il motto di Arletti sta scritto sulle pareti del locale: un piatto non si giudica solo dalla sua bontà, ma anche dalla storia che racconta. ''Da noi, insomma, non si viene 'solo per mangiare'. Per questo è probabile che all’inizio servirà un po' di tempo per adattarsi a questa nuova formula basata sul distanziamento, che però deve essere inteso solo come distanziamento fisico e non sociale, come si sente dire spesso secondo me in maniera errata''.

Il locale intanto è stato tutto riorganizzato e sanificato da capo fondo. All’interno bisognerà rinunciare ad alcuni posti, ma ci sarà la possibilità in più di pranzare e cenare nel cuore del centro storico di Canepina, immersi nell’atmosfera incantata di piazza Garibaldi a ridosso della bella fontana settecentesca e del Palazzo Farnese. ''Una opportunità per la quale ringrazio l’amministrazione comunale'', conclude lo chef. Per prenotazioni: 3289024761.






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