


di Massimiliano Vismara
VITERBO - Circa duecento le persone che hanno partecipato alla manifestazione ''No al dpcm, no al coprifuoco, sì all'talia che lavora'' organizzata ieri sera alle 18 in piazza del Comune.
''Siamo qui contro chi ha scelto di sacrificare il mondo delle piccole imprese, delle palestre, dei bar e dei professionisti che lavorano con partita Iva – ha esordito nel suo discorso pubblico uno degli organizzatori –. Siamo qui per far sentire la voce della Viterbo che lavora, tutti insieme, per lanciare anche dalla nostra città un importante segnale finalizzato a far cambiare le asfissianti disposizioni di questo dpcm, scritto con i piedi e stracolmo di provvedimenti ottusi ed inutili, che penalizzano chi produce e paga le tasse e ignorano i veri problemi''.

Per tutto il tempo della manifestazione la voce al megafono degli organizzatori ha scandito punto per punto quello che secondo loro andrebbe rivisto in un dpcm che viene definito addirittura dannoso per il commercio.
''Secondo uno studio realizzato dall’agenzia Cerved, per conto dell’associazione nazionale comuni Italiani, a fine anno la Tuscia sarà una delle provincie ad aver risentito di più degli effetti del virus sul piano economico, si parla di perdite di fatturato tra i 261 e 343 miliardi di euro nelle provincie a media densità come Viterbo, il Covid è un problema grave, ma bisogna trovare il modo anche di permettere a chi lavora di continuare a vivere''.

La manifestazione incentrata sul problema nazionale generato dalla pandemia è poi ritornata ad una dimensione più locale con le richieste che i manifestanti hanno fatto per aiutare il commercio Viterbese.
''Io sono qui in veste di professionista che lavora con partita Iva - ha detto Umberto Ciucciarelli – in questa circostanza Viterbo si è dovuta unire, tante categorie di commercianti e lavoratori, questa sera (ieri per chi legge, ndr) ci sono gestori di bar e ristoranti, professionisti di ogni settore che si sono uniti per dare vita a questa protesta, i problemi sono tanti è inutile negarlo, ma forse un piccolo passo per aiutare il commercio locale sarebbe quello di accogliere alcune richieste che nei prossimi giorni verranno presentate al sindaco, noi chiederemo l’apertura della Ztl su corso Italia per favorire il commercio, la fruizione gratuita di tutti i parcheggi intorno alle mura e un minimo di elasticità nell’applicazione degli orari di chiusura dei bar''.
''Perché – ha sottolineato Ciucciarelli – se il gestore di un bar chiude invece che alle 18 alle 18,15 e non caccia i clienti non muore nessuno, intendo dire che bisogna applicare la legge con un minimo di comprensione e umanità''.
