ANNO 16 n° 272
Due nuovi ospedali e polo riabilitativo, ecco il nuovo Piano Territoriale
Alla presenza dell'assessore regionale D'Amato presentati progetti e investimenti
30/08/2021 - 17:28

VITERBO - Passa per due nuovi ospedali ad Acquapendente e Orte, un polo riabilitativo a Montefiscone e una casa di comunità a Vetralla il nuovo Piano territoriale sanitario della Asl di Viterbo presentato questa mattina alla presenza dell’assessore alla Sanità e all’integrazione sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato, presso la Cittadella della salute di Viterbo.

In precedenza l’assessore D’Amato, accompagnato dal direttore generale della Asl di Viterbo, Daniela Donetti, aveva visitato proprio i siti di Petignano a Orte e della strada Cassia ad Acquapendente, interessati dai progetti di realizzazione del nuovo ospedale di Acquapendente – ospedale di comunità, e della nuova casa della comunità – ospedale di comunità di Orte. A questi si aggiunge il progetto per la realizzazione della nuova casa di comunità di Vetralla.

Il nuovo sistema territoriale della Asl viterbese, presentato questa mattina, è al contempo uno strumento programmatico, ma anche attuativo, in quanto già in costruzione da mesi, con alcuni interventi già realizzati, come il polo riabilitativo di Montefiascone, il centro di riferimento odontoiatrico a Ronciglione, la presenza dei team Uscovid che proseguiranno a essere operativi, trasformandosi in Uscat, anche al termine dell’emergenza COVID, le centrali operative per le cronicità, i sistemi attivi di telemonitoraggio e teleassistenza e via dicendo.

“Forti dell’esperienza che abbiamo maturato in questi ultimi 18 mesi – ha spiegato il direttore generale della Asl di Viterbo, Daniela Donetti – abbiamo programmato e costruito un nuovo disegno di sistema sanitario territoriale nella Tuscia, anche post pandemico, nel quale diventa concreto il concetto di proattività e di prossimità degli interventi.

Lo scopo della reingegnerizzazione della rete territoriale è quello di definire un nuovo approccio che consenta di erogare le giuste prestazioni, nel momento appropriato, con il coinvolgimento di professionisti che abbiano le adeguate competenze, in un percorso a misura della persona, tutelata nei passaggi da un setting di cura all’altro, anche con la partecipazione della famiglia, degli enti e dell’associazionismo. Un sistema che intende garantire una assistenza che risponda ai bisogni di salute con una offerta di salute appropriata, coerente e sostenibile”.

L’architrave del Piano si basa su un disegno di rete territoriale di prossimità, le cui fondamenta sono la stratificazione del livello di rischio e la classificazione del bisogno di salute e la cui cabina di regia è rappresentata dalle Centrali operative e dei servizi. Al suo interno sono presenti le reti cliniche, i centri clinici e i percorsi integrati. I ponti organizzativi e sanitari, che consentono il collegamento con la rete ospedaliera, sono costituiti dalle case della comunità (previste 1 per ogni 20/25mila abitanti), dagli ospedali di comunità (1 per ogni 80mila abitanti) e dai team Uscat.

La valutazione in equipe integrata multidisciplinare e la definizione del Progetto individuale di salute (PRIS) rappresentano, inoltre, il fill rouge di questo sistema di networking nell’ambito del quale si deve realizzare il bilanciamento nell’utilizzo delle diverse tipologie di risorse (ospedaliero/residenziale/domiciliare, pubblico/privato accreditato).

Tutto il sistema è caratterizzato da un importante supporto in termini di innovazione tecnologica, di digitalizzazione delle reti e dei servizi, ulteriormente sostenuti da moderni sistemi di e-health, con servizi di telemedicina, teleassistenza e telemonitoraggio, finalizzati a ridurre, per quanto possibile, la necessità di prestazioni per le quali sia indispensabile recarsi presso strutture sanitarie.

''Si tratta di un'articolazione molto complessa che ridisegna la sanità del futuro concentrata su due aspetti - ha detto l'assessore D'Amato - la prossimità e l'integrazione. Questa mattina ho fatto un sopralluogo a Orte. Lì c'è già un finanziamento già erogato di oltre 3,5 milioni di euro''.

L'assessore D'Amato ha sottolineato come 'l'uscita da questa crisi del covid significa utilizzare bene i fondi comunitari del Pnrr e in questo la Asl di Viterbo si è portata avanti con questo piano organico che oggi è stato presentato. Migliorerà la qualità dei servizi e dell'assistenza per la popolazione della Tuscia. Il compito nostro sarà verificare lo stato di andamento della progettazione e delle opere'.






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