ANNO 16 n° 274
Due candidati per la segreteria, forse tre
L'11 ottobre scadono i termini per la presentazione Egidi cerca la riconferma
ma dovrà vedersela con il renziano Angelelli. Attesa per le mosse di Fioroni
04/10/2013 - 04:00

VITERBO – Due candidati, o forse tre, o ancora un vincitore annunciato. Verso il congresso provinciale del Partito democratico, che si dovrà giocoforza tenere prima del congresso nazionale (l’8 dicembre, salvo clamorosi colpi di scena), con l’11 ottobre prossimo che è la scadenza fissata per la presentazione delle candidature. E al momento i candidati alla segreteria, nella Tuscia, sono due. Uno è Andrea Egidi, il segretario uscente, colui che – sotto la sua gestione – ha festeggiato, unico nella storia, la conquista del Comune capoluogo da parte del centrosinistra. In un contesto nazionale, Egidi è collocabile nell’area ex Ds che sostiene alla segreteria Gianni Cupero. La componente renziana, invece, avrebbe individuato sul territorio la candidatura di Alessandro Angelelli, consigliere provinciale civitonico e fratello del sindaco di Civita Castellana Gianluca. Solo questi due, dunque, si contenderanno la leadership del partito? Forse, ma visto che c’è ancora tempo, vale la pena notare che all’appello manca ancora un endorsement di Giuseppe Fioroni, uno dei padri nobili del centrosinistra viterbese. Il quale potrebbe dirottare il suo pingue pacchetto di voti su un terzo candidato, ancora da svelare, oppure stringere un accordo per sostenere Egidi, che a quel punto diventerebbe il favorito per la riconferma. Una mossa che sarebbe giustifica anche da un appoggio a Cuperlo a livello nazioanle, un po’ sulla falsariga di quello che fece Fioroni l’anno scorso, supportando Bersani alla segreteria. L’ultima curiosità riguarda la componente paronciniana, che nelle ultime settimane si sarebbe avvicinata parecchio a Pippo Civati (il candidato indipendente alla segreteria nazionale, una sorta di terzo incomodo), anche se lo stesso Parroncini potrebbe, personalmente, scegliere Renzi. Viterbesi contro, anche in chiave nazionale. E se non proprio contro, almeno su posizioni opposte, all’interno dello stesso partito, che è il Patrito Demoratico. I due sono Giuseppe Fioroni e Ugo Sposetti, qui citati in rigoroso ordine alfabetico. Secondo il Corriere della Sera di oggi, ciascuno ha una visione diversa del Pd che dovrà venire. Fioroni, a quanto scrive il quotidiano di via Solferino, fa il tifo per Letta – uscito rinforzato dal voto di fiducia di mercoledì al Senato e alla Camera - e per un neocentrismo, ex democristiano “così asfaltiamo Renzi e magari troviamo anche un nostro candidato per il congresso”. Un concetto, questo, che il deputato viterbese aveva ribadito anche nell’incontro di due settimane fa a San Martino al Cimino, pur non svelando il nome di un possibile candidato in quota centrista al prossimo congressso del Pd. Del tutto opposta la visione di Sposetti, che con la Dc ha sempre avuto poco in comune, visto che proviene dal vecchio Partito Comunista e poi dal Pds e Ds. “Mercoledì al banco del Governo – ha detto Sposetti al Corriere – c’erano solo Dc. E tanti di noi quando torneranno ai rispettivi collegi avranno il problema di dare spiegazioni ai loro elettori”. Come dire: la parte Ds non è per nulla rappresentata al vertice – se si eccettua qualche sottosegretario o vicemininistro – e il Governo Letta ha già preso una chiara deriva centrista. “Per fortuna – ha aggiunto – io stasera torno a Roma e non a Viterbo”. Una battuta, o forse no.




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