


VITERBO – Due barbieri, praticamente porta a porta, in una frazione dove il lavoro non sembra essere poi così abbondante. È la particolare situazione che si è venuta a creare a pochi passi da piazza XX Settembre, dove accanto a un'attività già presente ha recentemente aperto un nuovo barbiere.

Una vicinanza che non è passata inosservata, soprattutto per la titolare dell'attività già presente: in una realtà come Bagnaia, dove il bacino di potenziali clienti è inevitabilmente più ristretto rispetto al centro di Viterbo, l'arrivo di un concorrente proprio nel locale adiacente solleva più di qualche perplessità.
Nella sola zona di piazza XX Settembre, infatti, sono almeno tre i barbieri presenti: uno nella piazza e altri due lungo la strada che conduce verso l'uscita della frazione in direzione Vitorchiano. A questi si aggiungono diverse attività di parrucchiere distribuite nel resto di Bagnaia.
Ma possono davvero due barbieri aprire uno accanto all'altro?
La risposta, almeno dal punto di vista normativo, è sì.
L'articolo 10 del decreto legge 7/2007 stabilisce che l'apertura delle attività di acconciatore non può essere subordinata al rispetto di distanze minime da attività dello stesso tipo e nemmeno alla presenza di un determinato numero di esercizi sul territorio.
In parole povere, non conta quanti barbieri siano già presenti in una zona e nemmeno quanto siano vicini tra loro: non è possibile impedire l'apertura di una nuova attività esclusivamente perché nelle immediate vicinanze ne esiste già un'altra.
Cosa serve allora per aprire?
Anche a Viterbo l'apertura di un'attività di acconciatore passa attraverso la presentazione della SCIA, la Segnalazione certificata di inizio attività, e il rispetto dei requisiti professionali, urbanistici e igienico-sanitari previsti dalla normativa.
Non spetta quindi al Comune stabilire se in una determinata zona ci siano già 'abbastanza' barbieri sulla base della popolazione o della clientela disponibile. Il mercato rimane aperto alla concorrenza, purché chi avvia l'attività rispetti tutti i requisiti previsti.
Ed è proprio qui che il caso di Bagnaia diventa interessante. Se dal punto di vista delle regole non sembrerebbe esserci nulla di anomalo nell'avere due barbieri praticamente adiacenti, dal punto di vista commerciale la situazione è inevitabilmente diversa.
“Il lavoro già è poco”, racconta la titolare dell'attività già presente, preoccupata che l'arrivo di un nuovo esercizio possa dividere ulteriormente una clientela che, trattandosi di una frazione, rimane comunque limitata.
Una situazione quindi perfettamente compatibile con le liberalizzazioni del mercato, ma che apre una riflessione differente: quanto può essere sostenibile la concentrazione di attività che offrono lo stesso servizio all'interno di una piccola realtà come Bagnaia?
In questo caso, però, a dare la risposta non sarà un regolamento comunale. Saranno i clienti e, soprattutto, il mercato.