

Due anni fa moriva Antonio Fracassini, politico stimato, ex assessore provinciale. Questa sera, su iniziativa della famiglia, si è tenuta una messa in suffragio alla parrocchia della Sacra Famiglia, al Carmine.
Pubblichiamo un ricordo del giornalista viterbese Americo Mascarucci, che con Fracassini, oltre ad aver lavorato, ha avuto un bel rapporto di stima e di amicizia.
Se ne è andato due anni fa, senza fare troppo rumore, nonostante fosse un personaggio che amava farsi sentire, specie quando considerava giusto puntare i piedi e difendere ciò in cui credeva.
Antonio Fracassini manca alla politica viterbese, soprattutto perché mai come adesso si avverte l'assenza di politici schietti, genuini, autentici, sinceri, senza troppi peli sulla lingua, senza facili ipocrisie, capaci di dire ''pane al pane e vino al vino''. Antonio aveva tutte queste caratteristiche.
E' stato un uomo di partito, orgoglioso delle sue idee che non ha mai rinnegato, un uomo di destra, ma di una destra vera, oggi pressoché introvabile nell'attuale panorama politico. Missino quando era scomodo esserlo, di Alleanza Nazionale quando comprese che fosse necessario guardare avanti, senza rinnegare il passato ma non restandone prigioniero; nel Popolo della Libertà quando pensò che fosse giunto il momento di superare le frammentazioni semplificando il quadro politico, ed infine in Fratelli d'Italia quando, preso atto che l'esperienza del partito unico del centrodestra era fallito, sembrò ritrovare nel movimento della Meloni gli ideali di destra per cui aveva sempre lottato.
Da amministratore ha lavorato con impegno, serietà e onestà per far crescere quella Viterbo che amava, occupando ruoli di grande responsabilità nelle amministrazioni di centrodestra alle quali ha dato tanto, ricevendo purtroppo in cambio qualche brutta delusione.
Ricordo ancora l'amarezza che spesso confidava agli amici, per essersi ritrovato suo malgrado immischiato nell'affaire Cev, lui che davvero non si è mai approfittato di nulla e ha sempre avvallato certe decisioni soltanto dopo aver ottenuto mille garanzie e la certezza che tutto fosse regolare.
Ho di lui piacevolissimi ricordi. Sempre disponibile a parlare con la stampa, non mancava di esternare il suo disappunto, e pure alla sua maniera, quando riceveva critiche ritenute ingiuste. Io stesso sono stato protagonista di qualche suo scazzo per averlo magari tirato in ballo in qualche articolo che non gli era piaciuto, uno scazzo che durava però il solo tempo dello sfogo; poi ritornava l'Antonio di sempre e in cuor suo, pentito di averti trattato male, sentiva pure il bisogno di pagarti un caffè.
Ricordo con piacere gli ultimi mesi in cui lui, assessore alla Provincia di Viterbo, aveva un rapporto pressoché quotidiano con noi dell'ufficio stampa. Di comunicati magari ne faceva fare pochi, ma non mancava ogni volta di bussare alla nostra porta, salutandoci e fermandosi a parlare con noi curioso di sapere cosa scrivevano i giornali, ancora di più se parlavano di lui.
Poi certo, era tenace nelle sue convinzioni e non lo smuovevi neanche con i carri armati; quando voleva una cosa lottava fino alla fine per ottenerla anche a costo di restare solo.
Questo era Antonio Fracassini, un politico umano, un amministratore serio ed appassionato ma soprattutto un amico. Ecco, a me piace ricordare l'amico prima ancora che il politico, perché da qui traspariva il meglio del vero Antonio. Chissà oggi quante avrebbe da dirne sulla situazione politica ed amministrativa del Comune di Viterbo e sulla politica nazionale? Oso solo immaginarlo.
Americo Mascarucci