ANNO 16 n° 273
''Dopo sei anni
finalmente facchino''
La gioia di Marco Brugiotti che č ufficialmente nella formazione
07/08/2012 - 04:00

Flavia Ludovisi

VITERBO – Ci sono voluti sei lunghi anni, oltre duemila giorni di prove, sacrifici, speranze e delusioni, ma alla fine Marco Brugiotti ha realizzato il sogno di una vita, diventare facchino di Santa Rosa. Quando una settimana fa ha ricevuto la chiamata ufficiale di Massimo Mecarini, il presidente del Sodalizio dei facchini, anzi, “La Chiamata”, con le maiuscole, per poco non cadeva dalla sedia. “Un’emozione fortissima, indescrivibile”, ha commentato Brugiotti.

Entrare nella rosa dei facchini è una vittoria che solo i viterbesi devoti alla Santa possono comprendere. Così come solo un viterbese verace e armato di tanta forza di volontà può aspettare con pazienza tanto tempo prima di vedere il suo nome nella formazione. Ogni anno, a giugno, si presentano decine e decine di giovani alla ex chiesa della Pace per sostenere la prova di portata con la speranza che quella sia la volta buona. Il test consiste nel portare sulle spalle una cassa del peso di 150 chilogrammi per un tragitto di circa 90 metri, percorrendo per tre volte un percorso ellittico disegnato sul pavimento della ex chiesa. Per il trasporto della Macchina 2012 il “sogno” si è avverato per sei aspiranti facchini.

Tra loro c’è Marco Brugiotti, appunto. Un aspirante - veterano che in sei anni non ha pensato nemmeno per un minuto di desistere. Si è allenato, ha sperato e, alla fine, è riuscito nell’impresa. “Era un sogno – ha spiegato – che coltivavo già da bambino. Complice, poi, la forte amicizia con alcuni facchini ho deciso che a venticinque anni era ora di provarci. E oggi vedere il mio nome nella lista della formazione mi riempie di orgoglio. E’ una soddisfazione che ho dedicato a tutta la mia famiglia, a mia moglie Simona in primis, che per tutto questo tempo ha sopportato con pazienza i miei sfoghi e mi ha dato la spinta di non arrendermi. Ma sono convinto che la forza più grande me l’abbia data mia figlia Sofia, che è nata poco più di un mese fa”.

Facchino sì, ma soprattutto neo papà. Proprio il giorno successivo alla prova di recupero, il 19 luglio, infatti, è venuta al mondo la prima figlia di Marco, Sofia. Trentuno anni a dicembre e tre gioie infinite in un solo anno: marito, papà e facchino di Santa Rosa. E nessuno riesce a togliergli dalla mente che sull’ultimo successo ci abbia messo lo zampino la prima erede.

“Mi rende fiero – continua Marco – il fatto di essere il primo Brugiotti ad indossare la divisa bianca e rossa. Se in futuro avrò un maschietto spero di trasmettergli questa passione”.

La famosa divisa ancora non l’ha provata ma al solo pensiero gli vengono i brividi. Per non parlare, poi, del 2 e del 3 settembre prossimo quando, finalmente, sfilerà per le vie del centro insieme a tutti gli altri facchini che lo hanno sempre sostenuto e incoraggiato. Tra pochi giorni inizieranno le cene in piazza, le riunioni e tutto quello che concerne il pre trasporto, ma intanto, a fare una visita al cantiere di San Sisto da cui partirà Fiore del Cielo, Marco già c’è passato.

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