ANNO 16 n° 273
Dopo il no al Biometano, Caci pungola la Regione sul piano dei rifiuti
Il sindaco: ''Il fronte compatto contro il progetto di Civitavecchia, un risultato storico''
Serena
07/04/2022 - 06:07
di Serena D'Ascanio

di Serena D'Ascanio 

MONTALTO DI CASTRO  - ''Un risultato storico'' così è stato definito il no compatto alla realizzazione del biometano a Civitavecchia. L'opposizione al progetto è arrivata anche dal fronte della Tuscia con i comuni di Monte Romano, Tarquinia, e Montalto di Castro che si sono schierati insieme a Civitavecchia, Tolfa, Allumiere e Santa Marinella contro l'impianto.

Un risultato storico perché nel voto compatto espresso nella seduta del consiglio comunale di Civitavecchia di martedì, le amministrazioni hanno affermato il principio della autonomia e della responsabilità del territorio, nel voler chiudere il ciclo dei rifiuti con un impianto tarato esclusivamente sulle proprie esigenze.

A spiegare le ragioni del no il sindaco di Montalto Di Castro Sergio Caci.

  ''Il Comune di Civitavecchia, guidata dal sindaco Ernesto Tedesco, aveva effettuato una serie di studi riguardanti questo progetto. Studi che sono stati illustrati nel corso della seduta del consiglio comunale presieduto da Emanuela Mari. Questi impianti nascono come allestimenti che vanno ad utilizzare residui di allevamenti, di campagna, legati quindi alle aziende agricole, in realtà non è così, ma diventano una vera e propria discarica che accumula rifiuti. Ogni comune è libero di gestire e rispettare il proprio territorio – e come si dice l’unione fa la forza – il comune di Civitavecchia ha coinvolto tutti i comuni limitrofi, votando un NO totale alla realizzazione di quest’idea progettuale.”

Tutti contro la Regione Lazio, che invece sta mandando avanti l’impianto. “Io come gli altri sindaci interessati - continua Caci - abbiamo sottolineato in primis che non è che non lo vogliamo nei nostri comuni, e allora va fatto in altre zone. La questione del Biometano è più complessa, va strutturata, deve essere legata ad aziende agricole reali e non create appositamente; secondo che se si deve parlare di rifiuti, allora va fatto un piano rifiuti adeguato dalla Regione Lazio insieme ai Comuni, ma ad oggi questo piano, che Zingaretti avrebbe dovuto fare già da tempo, è inesistente''.

 

 

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