ANNO 16 n° 274
Dopo 40 sarà riesumato il corpo del presunto Strangolatore di Boston
12/07/2013 - 09:09

Solo la riesumazione dei resti potrà dire con certezza se Albert DeSalvo ha ucciso il 4 gennaio 1964 Mary Sullivan, 19 anni, aggredita nella sua casa. Un delitto attribuito all’uomo considerato da molti il feroce Strangolatore di Boston - lui stesso ha sostenuto di esserlo - ma sul quale continuano ad esserci molti dubbi. Giovedì la polizia ha annunciato che nuovi esami del Dna hanno stabilito un legame tra DeSalvo, un operaio tutta casa e lavoro, e la vittima. Però non è una prova conclusiva, da qui la decisione della riesumazione.

QUEGLI UNDICI DELITTI - A questa prima (parziale) svolta si è arrivati dopo un paziente indagine della Omicidi che ha seguito i parenti del presunto killer. E quando uno di loro ha buttato nella spazzatura una bottiglietta d’acqua, gli agenti l’hanno recuperata riuscendo coì ad estrarre il Dna. Campioni confrontati con quelli prelevati sul corpo di Mary all’epoca dell’omicidio. Il caso, inevitabilmente, ha riportato l’attenzione sulla scia di delitti compiuti nell’arco di due anni - dal 1962 al ‘64 - a Boston e attribuiti allo Strangolatore. Undici donne violentate e uccise in modo brutale da qualcuno che riusciva ad introdursi nelle loro abitazioni. Sulle porte d’ingresso non c’erano tracce di effrazione e dunque è probabile che il killer fingesse di essere un fattorino o un operaio della manutenzione.

L'ULTIMA VITTIMA - L’ultima vittima della lista, secondo le autorità, è proprio Mary Sullivan. Vicende di «nera» che ispirano libri, ricerche di esperti e qualche film, compreso uno famoso con Tony Curtis. Nell’ottobre del ‘64 la polizia arriva a DeSalvo che viene riconosciuto da alcune testimonianze dopo un’aggressione. L’uomo finisce in prigione per stupro e confessa a un compagno di cella di essere il serial killer che tutti cercano. Ammissione che ripete agli investigatori fornendo particolari sui delitti che non erano noti , ma allo stesso tempo ci sono molti aspetti che non tornano. Si creano due «partiti»: da un lato chi lo ritiene colpevole, dall’altra quanti sospettano sia un criminale in cerca di notorietà. Molti sottolineano che il modus operandi di DeSalvo non combacia con quello emerso durante le indagini, altri non escludono che a Boston abbiano colpito più persone. Tesi opposte riemerse anche nella vicenda di Mary Sullivan. Condannato per un altro reato, l’operaio sarà ucciso in prigione il 25 novembre 1973. La polizia non ha mai scoperto chi lo avesse pugnalato a morte. Un epilogo misterioso per l’intricato giallo dello Strangolatore.

corriere.it

 






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