ANNO 16 n° 273
Dopo 10 anni di abbandono, Chiesa di Sant'Orsola verso la riqualificazione
Caduta di calcinacci, dimora di topi e piccioni e serie crepe, il Comune interviene
03/12/2018 - 06:47

di Irene Minella

VITERBO – Per oltre 10 anni solo topi e piccioni hanno fatto visita alla Chiesa di Sant’Orsola. Un edificio di grande importanza artistica e architettonica della città di Viterbo lasciato per più di un decennio nel completo abbandono, sottoposto rovinosamente alle intemperie e ai terremoti. Finalmente ora la speranza di una rinascita. L’amministrazione comunale infatti, nell’ambito di riqualificazione del patrimonio del capoluogo, ha stanziato 10mila e 784 euro per i rilievi architettonici e le indagini strutturali dell’edificio sacro al fine di elaborare un progetto di ristrutturazione.

È dal 2007 che all’interno della chiesa di Sant’Orsola, in via San Pietro, deve mettere piede qualcuno. Ossia da quando l’amministrazione dell’allora sindaco Gabbianelli dichiarò quei locali fuori norma di legge perché necessitavano di un’urgente messa in sicurezza. Un’operazione però che non è stata mai effettuata nonostante l’edificio sia per la città uno dei patrimoni storici da tutelare. Anzi, nel 2014 la chiesa è stata anche oggetto di furto: nel gennaio sono state sottratte due pale d’altare risalenti al ‘600 e al ‘700 di importante valore artistico.

Con il passare degli anni poi, tra le intemperie e le scosse di terremoto, la stabilità del luogo è andata peggiorando tanto che nell’ottobre del 2016 si sono verificate una serie di improvvisi crolli e distaccamenti di calcinacci che hanno costretto vigili del fuoco e operai specializzati ad intervenire per evitare il peggio.

Ora però il Comune di Viterbo ha di nuovo puntato l’attenzione verso questo sacro luogo, un tempo posto di incontro quotidiano e di preghiera. ''A seguito di sopralluogo nei locali della Chiesa di Sant’Orsola – fanno sapere da Palazzo dei Priori – oltre al degrado dell'intero bene si sono riscontrate una serie di crepe e lesioni sulla volta, sulle pareti, lungo l'abside e sulla struttura di una parte di sottotetto a cui si è potuto accedere. Lungo l’abside si è riscontrata la lesione più importante per la quale si è intervenuti con un primo intervento di monitoraggio mediante l'apposizione di fessurimetri al fine di controllare l'evoluzione nel tempo della stessa''.

Per queste ragioni e dato che ''l'edificio rappresenta un bene architettonico di valore e necessita di interventi urgenti di messa in sicurezza, al fine di scongiurare danni nel breve periodo e di poter disporre in futuro in piena sicurezza degli ambienti ad oggi non utilizzati – prosegue l’amministrazione -, si rende necessario provvedere al conferimento dell'incarico per le operazioni di rilievo architettonico-strutturale nonchè del quadro fessurativo dell'intero edificio con le relative indagini, l'apposizione di sistema di monitoraggio strutturale e modellazione strutturale con ipotesi progettuale''.

Questo potrebbe essere quindi il primo passo per restituire a tutti i viterbesi un edificio che per secoli ha rappresentato un luogo di incontro religioso e sociale per l’intera comunità e che da sempre riveste un’importanza storica, architettonica e artistica del centro storico del capoluogo della Tuscia.






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