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Ingente l'impiego di uomini e mezzi dei Vigili del fuoco e protezione civile. Provvidenziale la presenza di un sentiero che ha fatto da linea tagliafuoco
11/10/2023 - 07:01
di Alessandra Sorge
Spento l'incendio nella faggeta di Canepina
Ingente l'impiego di uomini e mezzi dei Vigili del fuoco e protezione civile. Provvidenziale la presenza di un sentiero che ha fatto da linea tagliafuoco
CANEPINA - Sono durate un giorno e mezzo le operazioni di spegnimento dell'incendio boschivo divampato a Canepina. Un lavoro imponente effuttuato dalla squadra della sede centrale dei vigili del fuoco di Viterbo e dalla protezione civile che, dal primo pomeriggio di lunedi, hanno portato avanti le operazioni fino al tardo pomeriggio di ieri. Andati in fumo decine di ettari di bosco, ma fortunatamente non si è registrato nessun ferito.
'Ringrazio i vigili del fuoco e tutti gli operatori che si sono spesi in queste ore, lavorando anche in notturna - ha detto il sindaco Aldo Moneta -, adesso non ci resta che capire la dinamica dell'incendio e cosa abbia provocato l'innesco'. Le fiamme, secondo una prima ricostruzione, pare siano partite nei pressi della strada provinciale Colonnette, per poi propagarsi lungo un canalone particolarmente impervio, che divide i comuni tra Soriano e Canepina. La difficoltà nel raggiungere alcuni tratti di bosco ha impegnato anche l'uso di un canader al fine di facilitare le operazioni di spegnimento.
Alla preziosa attività umana si è aggiunto un fatto singolare, e particolarmente curioso, che ha attirato l'attenzione di molti cittadini nel piccolo comune della Tuscia: il propagarsi delle fiamme in una parte della sterpaglia, è stato letteralmente bloccato da un sentiero lungo circa un chilometro e mezzo, che ha funzionato come una vera e propria linea tagliafuoco. Tale sentiero, appositamente creato per il circuito amatoriale di bike enduro, è attualmente gestito e manutenuto da una decina di volontari appassionati bikers che proprio ieri mattina si sono recati sul posto per verificare l'entità di eventuali danni, e hanno fatto la sorprendente scoperta: 'Quando siamo giunti la - ha raccontato David Perone, del gruppo No dig no ride - abbiamo immediatamente constatato che le fiamme si erano fermate proprio a ridosso del sentiero, segno evidente che la pulizia che avevamo fatto lungo la strada aveva impedito alle fiamme di propagarsi nella parte sottostante del bosco. Questa cosa ci ha reso particolarmente soddisfatti e orgogliosi del lavoro fatto, se non che è stato un prezioso aiuto nelle operazioni di spegnimento dei vigili del fuoco'.
Immediate le congratulazioni del primo cittadino: 'Ringrazio questi ragazzi per la passione e l'operosità con la quale si spendono per tenere pulito il nostro territorio - ha detto il sindaco appena saputa la notizia - il ruolo di questi 'guardiani della faggeta' è sicuramente prezioso e quello che è successo oggi lo dimostra. Ricordo che tempo fa avevano ripulito un'intera area da numerosi copertoni di auto, un lavoro faticoso e impegnativo; pensiamo se quei copertoni fossero ancora la cosa sarebbe potuto succedere'.
'Sicuramente la passione per il bike enduro - ha infine commentato Perone - ci porta a vivere a contatto con la natura e a lei rivolgiamo la nostra forma di rispetto, mantenendo i luoghi puliti e di facile accesso. La maggior parte dei sentieri è stata curata da un nostro amico, Pietro Chinucci, che per oltre quindici anni si è speso nella cura e valorizzazione di queste aree, oggi anche noi seguiamo il suo esempio, spendendoci al meglio per la cura della nostra faggeta e di tutto il territorio'.
CANEPINA - Sono durate più di ventiquattro ore le operazioni di spegnimento dell'incendio boschivo divampato a Canepina. Un lavoro imponente effuttuato dalla squadra della sede centrale dei vigili del fuoco di Viterbo e dalla protezione civile che, dal primo pomeriggio di lunedi, hanno portato avanti le operazioni fino al tardo pomeriggio di ieri. Andati in fumo decine di ettari di bosco, ma fortunatamente non si è registrato nessun ferito.
'Ringrazio i vigili del fuoco e tutti gli operatori che si sono spesi in queste ore, lavorando anche in notturna - ha detto il sindaco Aldo Moneta -, adesso non ci resta che capire la dinamica dell'incendio e cosa abbia provocato l'innesco'. Le fiamme, secondo una prima ricostruzione, pare siano partite nei pressi della strada provinciale Colonnette, per poi propagarsi lungo un canalone particolarmente impervio, che divide i comuni tra Soriano e Canepina. La difficoltà nel raggiungere alcuni tratti di bosco ha impegnato anche l'uso di un canadair al fine di facilitare le operazioni di spegnimento.
Alla preziosa attività umana si è aggiunto un fatto singolare, e particolarmente curioso, che ha attirato l'attenzione di molti cittadini nel piccolo comune della Tuscia: il propagarsi delle fiamme in una parte della sterpaglia, è stato letteralmente bloccato da un sentiero lungo circa un chilometro e mezzo, che ha funzionato come una vera e propria linea tagliafuoco. Tale sentiero, appositamente creato per il circuito amatoriale di bike enduro, è attualmente gestito e manutenuto da una decina di volontari appassionati bikers che proprio ieri mattina si sono recati sul posto per verificare l'entità di eventuali danni, e hanno fatto la sorprendente scoperta: 'Quando siamo giunti la - ha raccontato David Perone, del gruppo No dig no ride - abbiamo constatato che le fiamme si erano fermate proprio a ridosso del sentiero, segno evidente che la pulizia che avevamo fatto lungo la strada aveva impedito alle fiamme di propagarsi nella parte sottostante del bosco. Questa cosa ci ha reso particolarmente soddisfatti e orgogliosi del lavoro fatto, se non che è stato un prezioso aiuto nelle operazioni di spegnimento dei vigili del fuoco'.
Immediate le congratulazioni del primo cittadino: 'Ringrazio questi ragazzi per la passione e l'operosità con la quale si spendono per tenere pulito il nostro territorio - ha detto il sindaco appena saputa la notizia - il ruolo di questi 'guardiani della faggeta' è sicuramente prezioso e quello che è successo oggi lo dimostra. Ricordo che tempo fa avevano ripulito un'intera area da numerosi copertoni di auto, un lavoro faticoso e impegnativo; pensiamo se quei copertoni fossero ancora la cosa sarebbe potuto succedere'. 'Sicuramente la passione per il bike enduro - ha infine commentato Perone - ci porta a vivere a contatto con la natura e a lei rivolgiamo la nostra forma di rispetto, mantenendo i luoghi puliti e di facile accesso. La maggior parte dei sentieri è stata curata da un nostro amico, Pietro Chinucci, che per oltre quindici anni si è speso nella cura e valorizzazione di queste aree, oggi anche noi seguiamo il suo esempio, spendendoci al meglio per la cura della nostra faggeta e di tutto il territorio'.