ANNO 16 n° 274
Diversi metri di giudizio tra Bonucci e me
Camilli a testa bassa contro la Commissione Disciplinare
12/08/2012 - 04:00

VITERBO - ''Hanno assolto Bonucci per non fare una figuraccia, in quanto era stato portato agli Europei nonostante il deferimento, mentre per lo stesso motivo avevano messo fuori squadra Criscito. Ma per salvare il difensore della Juventus e della Nazionale, che aveva rifiutato il patteggiamento proposto dal procuratore Palazzi, la Commissione Disciplinare ha dovuto considerare inattendibile il suo accusatore Masiello, facendo cadere tutta una serie di imputazioni e quindi prosciogliere giocatori e società''. Così il patron del Grosseto Calcio Piero Camilli, condannato a 5 anni di squalifica per illecito sportivo nell’ambito del processo al calcioscommesse, mentre la sua squadra è stata retrocessa dalla Serie B alla Lega Pro, in un’intervista al Grosseto Sport.

''Nel filone d’inchiesta di Cremona – aggiunge - non è stato usato lo stesso metro di giudizio. Mi dovrebbero spiegare perché Masiello non è attendibile quando accusa Bonucci mentre Iaconi lo è quando accusa me? E Non è stato tenuto nemmeno conto che chi ha tirato in ballo era in galera e aveva tutto l’interesse a raccontare qualsiasi cosa pur di uscire''.

Nonostante la stangata subita, Cimilli si dice pronto a dare battaglia. ''Nella sentenza – dice ancora – non c’è alcun riferimento alle obiezioni della difesa. Solo accuse, come se avessero riportato integralmente le tesi del procuratore Palazzi. Credo che la Disciplinare sia stata influenzata dal clima colpevoli stico che si avvertiva''.

Camilli si dice ''fiducioso di poter smontare le accuse'' nei successivi gradi di giudizio e determinato nel dare battaglia: ''Noi combatteremo in ogni sede di giudizio. La verità dovrà venire fuori. Io sono convinto che alla fine vinceremo, perché vincerà il diritto. Intanto presentiamo subito il ricorso ed andiamo a giocarci una nuova battaglia. A me – conclude - interessa vincere la guerra e sono sicuro che la vinceremo''.






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