

Il mondo della scuola, i pediatri, i neuropsichiatri infantili e gli psicologici si incontrano a Viterbo su temi molto delicati come il deficit dell’attenzione, la dislessia, l’autismo, il ritardo del linguaggio nelle fasce giovanili.
L’occasione è fornita dal convegno “I disturbi neurocomportamentali in età evolutiva” che si terrà domani, sabato 26 marzo, presso la sala conferenze della Nuova clinica Santa Teresa, a partire dalle ore 8,30. L’iniziativa, che si svolge con il patrocinio della Società italiana di Pediatria (Sip), è stata fortemente voluta e realizzata dal presidente di Sip Lazio, Giorgio Bracaglia, e dal direttore del Dipartimento materno infantile della Ausl di Viterbo, Massimo Palumbo. Un analogo corso era stato già organizzato a Roma lo scorso anno, riscontrando un significativo successo.
“Sulla scia di questa esperienza – spiega Massimo Palumbo - abbiamo voluto riproporre qui a Viterbo lo stesso modello, mettendo insieme le esperienze universitarie e quelle locali, chiamando a relazionare esperti del settore fra i quali spicca il nome del professor Paolo Curatolo della facoltà di Neuropsichiatria infantile dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata. I relatori, inoltre, punteranno l’accento sullo stato dell’arte sia in campo diagnostico, sia sulle recenti possibilità di intervento farmacologico, come ad esempio l’uso della melatonina. Il convegno sicuramente costituirà un momento formativo di interesse rilevante per gli intervenuti che si annunciano numerosi”.
“Il pediatra oggi – aggiunge il presidente di Sip Lazio, Giorgio Bracaglia -, ha un compito diverso dal passato. Si è passati dalla cura alla prevenzione, al riconoscimento precoce e al porre in essere i correttivi quanto prima. In questa ottica il pediatra è solo uno degli attori che si interessano alla salute del bambino insieme al mondo della scuola e a tutti coloro che permeano quotidianamente le relazioni del fanciullo. Riconoscere precocemente alcuni segnali significa poter valutare e agire tempestivamente e ciò è ancor più vero in campo di disturbi neurocomportamentali in cui, spesso, il limite tra il normale, la deviazione dal normale e il patologico è tanto sfumato da rendere difficile una diagnosi al raggiungimento della quale tutti coloro che possono concorrere devono partecipare”.