


ORIOLO ROMANO - Nel mese di maggio ad Oriolo Romano inizieranno le riprese del nuovo film di Carlo Fusco “Disturbati”. Un film completamente incentrato sulla dipendenza degli adolescenti dai social, videogiochi e smartphone e gli effetti che questi hanno sui rapporti interpersonali e sociali negli adolescenti e sulle loro famiglie.
Carlo Fusco è un regista, produttore cinematografico e sceneggiatore italiano. È conosciuto per aver partecipato a The Slider del 2017, The Final Code del 2021 e Kidnapped in Romania del 2016. Nel 2012 produce e dirige il lungometraggio, intitolato Vento di Sicilia, girato proprio nella nostra bella isola, con star hollywoodiane come John Savage, Danny Glover e Michael Madsen. Vincitore di svariati Festival Internazionali fra i più prestigiosi come, per esempio, un LAFA – Accolade Global Film Competition e un IFGA Annual Award nel 2023.
Abbiamo intervistato il regista Carlo Fusco per farci raccontare qualcosa in più su questo suo nuovo film.
Quale è stata la fonte di ispirazione dietro alla creazione del suo nuovo film “Disturbati”?
“La mia fonte di ispirazione sono stati gli adolescenti. Io, come tante altre persone della mia età, ho dei figli e ho avuto modo di vedere personalmente come si comportano nei confronti della tecnologia. Molte volte sembrano quasi assenti, non hanno quasi più rapporti interpersonali con persone reali, ma si relazionano solo attraverso i social, sembrando quasi persi. Per fortuna, qui in Italia il fenomeno non è così evidente, ma negli Stati Uniti ci sono stati dei casi molto gravi, come ad esempio, una bambina che uccide la madre perché le ha tolto il cellulare. Quindi l’idea è appunto di fare un film che parli di questa tematica, che ormai è diventata una problematica sociale. Sicuramente la pandemia di due anni fa ha contribuito tantissimo ad accrescere questo fenomeno, che non solo ha portato delle problematiche a livello socio-relazionale, ma anche a livello fisico, come hanno dimostrato tanti esperti”.
Qual è il messaggio che si vuole trasmettere attraverso il film?
“I messaggi che voglio trasmettere attraverso il film sono tre: uno ai genitori, uno agli adolescenti e uno a chi produce i cellulari e tutto quello che ne deriva. Voglio cercare di far capire che, va bene il progresso tecnologico, ma bisogno cercare di creare un limite e fare un passo indietro. Molte volte è colpa anche di noi genitori, per colpa di mille impegni e cose da fare non riusciamo a concentrarci al 100% sui nostri ragazzi e non gli diamo loro le giuste attenzioni che invece si meriterebbero”.
Come mai lei ha scelto la Tuscia, più precisamente Oriolo Romano, come location per il suo film?
“Abbiamo scelto Oriolo Romano poiché la protagonista, l’adolescente Angelica Bellucci, è di quelle zone. Di conseguenza gireremo solo alcune scene ad Oriolo Romano, e successivamente gireremo negli Stati Uniti”.
Ci può raccontare un po’ la trama del film?
“Si la trama, almeno quello che posso dire, è la storia di questa ragazza, questa adolescente, che vive negli Stati Uniti, da solo con il padre poiché la mamma non c’è più perché ha lasciato il papà. Vive una vita molto serena e molto felice, anche dopo l’abbandono della madre, ed ha un ottimo rapporto con il padre e con i suoi amici, finché non arriva uno smartphone e da lì inizia a chiudersi in sé stessa. Non frequenta più gli amici, si isola completamente, e comincia ad avere anche un rapporto più chiuso con il padre. Poi piano piano, con l’evolversi della storia, il padre riuscirà a riprendere in mano la situazione”.
Quale sarà le sue speranze per l’impatto che il film potrebbe avere, in particolare sui giovani?
“Voglio far arrivare un messaggio forte; sia per gli adolescenti, sia per i genitori. Sarà come una bacchettata per i genitori, compreso me, e per gli adolescenti sarà un messaggio importante, che è quello che ci sono cose più belle del cellulare, che oltre la tecnologia c’è la vita reale. Voglio che il mio film faccia riflettere e faccia prendere consapevolezze, magari valutando i seri effetti che ad oggi la tecnologia ha su di noi”.