

VITERBO – Recluso all’interno del carcere di Mammagialla, distrugge la cella, poi esce e viene arrestato per omicidio. E se per il brutale pestaggio ai danni di un 62enne di Cosenza, morto dopo quattro giorni di agonia al San Camillo di Roma, è arrivata un mese fa la condanna a 30 anni di prigione, per il danneggiamento della cella della casa circondariale viterbese solo ieri è stata scritta la parola fine.
Il 37enne Senahid Sejdovic dovrà scontare una pena a 4 mesi di arresto e pagare 250 euro di multa.
Era il 16 luglio del 2016 quando l’uomo diede in escandescenze all’interno dei locali del carcere di Mammagialla: mobili ridotti in frantumi, sanitari mandati in mille pezzi e scaraventati nel corridoio comune e contro gli agenti della polizia penitenziaria, aggrediti nel tentativo di calmarlo.
Danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale, le accuse contestate. 4 mesi e 250 euro la condanna inflitta all’uomo dal giudice Giacomo Autizi. Una pena che si andrà ad aggiungere a quella a 30 anni, arrivata circa un mese fa dal tribunale romano, per concorso in omicidio e rapina.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti Senahid, assieme ad un amico di origine marocchina, il 6 novembre del 2017, poche settimane dopo la sua scarcerazione, avrebbe massacrato di botte per gelosia Aldo Micieli, un 62enne di Cosenza da anni residente a Nettuno.
Quattro giorni di agonia all’ospedale San Camillo e poi la morte. Su Sejdovich le accuse di concorso in omicidio premeditato, aggravato dai futili motivi e rapina aggravata. Per cui è arrivata la condanna a 30 anni.