ANNO 16 n° 285
Dissesto idrogeologico, nella Tuscia quasi 7mila famiglie esposte e 447 beni culturali nelle aree a rischio frane
I dati Ispra fotografano la fragilitą del territorio: quasi 5mila edifici e 966 imprese si trovano in zone interessate. Tra i punti monitorati figurano Porta della Ripa ad Acquapendente e Civita di Bagnoregio
12/10/2026 - 03:29

VITERBO – Sono 13.866 i residenti della provincia di Viterbo che vivono in aree esposte al rischio di frane, pari al 4,5% della popolazione. È uno dei dati più significativi che emergono dal quadro sul dissesto idrogeologico elaborato dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), che evidenzia la vulnerabilità della Tuscia e le possibili conseguenze per cittadini, attività economiche, edifici e patrimonio storico.

Il rischio legato ai movimenti franosi risulta più esteso, in termini di popolazione coinvolta, rispetto a quello delle alluvioni. Le aree esposte a pericoli di natura idraulica interessano infatti 3.112 abitanti, pari all’1% dei residenti in provincia.

I numeri restituiscono una fotografia delle criticità presenti sul territorio e richiamano l’attenzione sulla necessità di prevenzione, manutenzione e monitoraggio delle aree più vulnerabili.

Quasi 7mila famiglie interessate dal rischio frane

L’analisi dell’Ispra non riguarda soltanto il numero delle persone esposte, ma prende in considerazione anche le famiglie, gli edifici e le attività produttive che ricadono nelle zone a rischio.

In provincia di Viterbo sono 6.894 le famiglie che vivono in aree interessate da fenomeni franosi, mentre quelle esposte al pericolo di alluvione sono 1.437.

Per quanto riguarda gli edifici, quelli situati nelle aree a rischio frane sono 4.986, contro i 1.471 esposti al rischio idraulico. Anche il tessuto economico è coinvolto: risultano 966 imprese localizzate in zone interessate da criticità geomorfologiche e 440 in aree esposte a possibili allagamenti.

Si tratta di dati che mostrano come il dissesto idrogeologico possa incidere non soltanto sulla sicurezza delle persone, ma anche sulla continuità delle attività economiche e sulla conservazione del patrimonio edilizio.

A rischio 447 beni culturali della Tuscia

Particolarmente significativo è il dato relativo al patrimonio culturale. Secondo le statistiche riportate, sono 447 i beni culturali della provincia di Viterbo esposti al rischio di frana, pari al 17,3% del totale. I beni interessati dal rischio di alluvione sono invece 28.

La presenza di numerosi centri storici, monumenti e testimonianze architettoniche rende la questione particolarmente importante per un territorio come la Tuscia, caratterizzato da un patrimonio storico diffuso e spesso inserito in contesti collinari o su speroni tufacei.

La fragilità del territorio può infatti rappresentare una minaccia anche per strutture e siti di valore storico, rendendo essenziali la sorveglianza delle aree più delicate e gli interventi di tutela.

Censiti 601 fenomeni franosi in provincia

L’inventario Ispra relativo al territorio viterbese censisce complessivamente 601 fenomeni franosi. Le tipologie registrate comprendono diverse forme di movimento del terreno: crolli, ribaltamenti, scivolamenti rotazionali e traslativi, espansioni, colamenti lenti o rapidi e sprofondamenti diffusi.

Si tratta di fenomeni differenti per caratteristiche e modalità di evoluzione, che possono richiedere sistemi di controllo e interventi specifici in base alle condizioni geologiche e alla situazione di ciascuna area.

La presenza di questi fenomeni rende importante disporre di informazioni aggiornate sul territorio, così da individuare le situazioni più delicate e programmare eventuali interventi di consolidamento e prevenzione.

Monitoraggio ad Acquapendente e Civita di Bagnoregio

Nel sistema nazionale di monitoraggio delle frane gestito dall’Ispra risultano censiti due presidi strumentali in provincia di Viterbo, destinati a controllare aree considerate particolarmente sensibili.

Il primo si trova a Porta della Ripa, nel comune di Acquapendente, ed è identificato dal codice SILAZ006. Il secondo, contrassegnato dalla sigla SILAZ003, riguarda Civita di Bagnoregio, località da tempo al centro dell’attenzione per la fragilità del paesaggio e le problematiche legate all’erosione.

I sistemi di controllo prevedono modalità di rilevamento manuali e strumentali, con l’impiego di tecnologie che possono comprendere interferometria e telecamere dedicate. Questi strumenti consentono di raccogliere informazioni sull’evoluzione delle condizioni del terreno e di seguire nel tempo le aree monitorate.

I dati disponibili rappresentano una fotografia delle criticità presenti nella provincia di Viterbo. La loro utilità consiste soprattutto nel contribuire alla conoscenza del territorio e nell’individuare le situazioni sulle quali concentrare attività di prevenzione e controllo, a tutela della popolazione, delle infrastrutture e del patrimonio storico della Tuscia.






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