ANNO 16 n° 274
Disoccupazione giovanile al 43,4%
Sistema produttivo fermo al palo, aumenta invece la criminalità (+4,6%)
07/12/2012 - 04:00

VITERBO - Nel corso del 2011 nel Lazio il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) ha raggiunto il suo massimo storico dal 2004, attestandosi al 33,7%. A livello provinciale i dati più negativi sono quelli di Viterbo, dove la disoccupazione giovanile sale al 43,4%, seguita da Roma, che con un incremento di 5,6 punti raggiunge il 36,1%; Frosinone (29,5%) e Rieti (31,4%) si collocano sotto la media regionale, registrando invece Latina (18,2%) il risultato migliore. Così il Rapporto Upi Lazio-Eures 2012 sullo stato delle Province del Lazio presentato dal Presidente dell'UPI Lazio e Presidente della Provincia di Frosinone Antonello Iannarilli e dal Presidente dell'Eures Fabio Piacenti.

Sul fronte del sistema produttivo, la crescita delle imprese è rimasta sostanzialmente stagnante nel 2011. Il Pil pro capite diminuisce del 2,3% a Viterbo attestandosi a 21,7 mila euro (+0,1% nel Lazio). La crescita delle imprese risulta sostanzialmente stabile (+0,2%) nel 2011 rispetto all’anno precedente, incidendo le unità produttive viterbesi per il 7,4% del totale regionale.

Coerentemente con il trend registrato nella regione, anche a Viterbo è molto diffuso il fenomeno della cessazione delle cosiddette imprese “start-up” nello stesso anno di apertura (8,6% le imprese cessate sulle iscritte nel 2011). 

L’export viterbese legato ai settori tradizionali dell’economia - I settori esportatori della provincia sono tradizionalmente legati all’industria della ceramica, ai prodotti agricoli e a quelli alimentari. Complessivamente le esportazioni di Viterbo (in diminuzione del 6,6% tra il 2010 e il 2011), contribuiscono per l’1,5% a quelle complessive (pari a 259 milioni di euro), denotando una scarsa apertura al commercio internazionale e un debole contributo della domanda estera al Pil provinciale (3,7% la propensione all’esportazione).

Marginale è anche il ruolo delle importazioni (0,9% sul totale regionale), peraltro in calo del 3,9% rispetto al 2010. In continuità con l’anno precedente aumentano le importazioni di beni agricoli (+18,7%), invertendosi invece la tendenza dell’import di beni alimentari (-10,5%); entrambe le dinamiche sono coerenti con l’andamento delle esportazioni negli stessi settori, pari rispettivamente al +16,8% e al -19,3%. Il deficit della bilancia commerciale ammonta a 50 milioni, in lieve peggioramento rispetto ai -45 milioni di euro del 2010.

Persistono le difficoltà sul fronte occupazionale – Nel viterbese tra il 2010 e il 2011 il numero dei disoccupati è aumentato del 6,8%. Analogamente è aumentato anche il tasso di disoccupazione (+0,6 punti percentuali), raggiungendo l’11,2% e interrompendo il trend positivo dell’anno precedente, quando era diminuito di 1,1 punti percentuali.

Anche i dati sulle previsioni di assunzione rilevano una forte criticità a Viterbo, dove per il 2012 le imprese del territorio prevedono quasi un dimezzamento delle nuove assunzioni non stagionali (-43,5%), assorbendo appena l’8,5% dei disoccupati.

Dal lato opposto il numero degli occupati nel 2011 è aumentato dello 0,6% (116,9 mila gli occupati totali), grazie soprattutto al settore agricolo che ha visto più che triplicare il numero dei lavoratori (+208,4%), passando tra 1.600 a 4.900 unità. Il tasso di occupazione tuttavia è diminuito di 0,3 punti percentuali rispetto al 2010 attestandosi al 54,3% (58,8% nel Lazio).

L’economia delle famiglie in bilico, resiste tuttavia al colpo della crisi – Con riferimento al principale indicatore del benessere, il reddito medio familiare nel viterbese, tradizionalmente più alto rispetto alle aree del basso Lazio, ammonta a 27,1 mila euro nel 2011 rimanendo stabile rispetto all’anno precedente. Considerando tuttavia la forte dinamica inflazionistica, il potere di acquisto, così come negli altri territori, rileva un inevitabile deterioramento.

In forte crisi il mercato immobiliare – Nel 2011 il mercato immobiliare di Viterbo evidenzia un forte arretramento, pari a -4,8% (rispetto al +0,2% regionale).

In aumento i reati a Viterbo (+4,6%) - La provincia di Viterbo, con 11.241 reati denunciati nel 2011, presenta un incremento (+4,6%) rispetto al 2010 (+7,7% nel Lazio).

In termini relativi Viterbo presenta un indice di rischio (35,3 reati denunciati ogni 1.000 abitanti) decisamente inferiore a quello regionale (55,2) e a quello nazionale (45,8).

Nel dettaglio aumentano i furti (5.049 nel 2011, pari a +7%), in particolare quelli in abitazione (+21,1%) e le rapine (da 50 a 61). Per quanto riguarda i reati di criminalità violenta, risulta in aumento il numero degli omicidi (da 1 caso nel 2010 a 3 nel 2011), il numero dei tentati omicidi (da 3 a 4), e quello delle violenze sessuali (da 22 a 23).

Anno nero per il cinema ma tiene il settore dell’intrattenimento – Il 2011 rappresenta per la provincia di Viterbo l’“anno zero” del settore cinematografico (dati Cinetel) che, a seguito della chiusura dell’ultima sala rimasta nel Capoluogo, registra un crollo della spesa del pubblico (-86,8%), passando gli introiti da 1,5 milioni di euro nel 2010 a 193,4 mila euro nel 2011 e registrando una spesa media annua per abitante pari a 0,6 euro.

Tiene invece il settore degli spettacoli in generale (dati SIAE) registrando a Viterbo un incremento del numero degli spettacoli (+20,3%) e dei biglietti venduti (+2,6%) e un leggero calo della spesa del pubblico (-0,9%)..

A Viterbo le scuole più multietniche – Nell’anno scolastico 2010/2011, sono 4.218 gli alunni stranieri nella provincia di Viterbo (pari al 5,9% del totale regionale), con un aumento significativo rispetto all’anno precedente (+10,4%) superiore al dato rilevato nel Lazio (+4,2%) e in Italia (+5,4%). Anche in termini relativi, Viterbo (con 10 studenti stranieri ogni 100 iscritti nell’a.s. 2010/2011) presenta l’incidenza maggiore tra le province laziali, superiore al dato regionale (8,2) e, per la prima volta, al dato romano (8,8).






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