ANNO 16 n° 274
''Discriminati per motivi di salute''
Elisa Calabrò: ''Eliminato il part time verticale ad una parte del personale''
22/05/2013 - 04:00

VITERBO - Venerdì scorso l’Amministrazione comunale ha deliberato l’eliminazione del part time verticale al personale del Nido comunale. Si sono così eliminati, di fatto, tutti quei problemi che si venivano a creare nel momento in cui le educatrici, durante l’anno, dovendo effettuare le ferie, si assentavano causando non pochi problemi al servizio e ai colleghi, costretti a sostituirli in modo da non far scadere il livello qualitativo.

‘’Un atto di giustizia – commenta Elisa Berti Calabrò, presidente dell’associazione Nidinsieme - verso un personale che si trovava nei mesi di luglio e agosto impossibilitato a fare un altro lavoro e ad essere senza stipendio. Finalmente, chi ha a cuore il Nido, non può che plaudire a questo provvedimento’’.

Ma lo stesso provvedimento è stato spostato a dicembre per quella parte di personale che è passato ad altro incarico per motivi di salute.

‘’La ragione ufficiale – conferma la Calabrò - è che il costo è troppo alto e che la ‘continuità’ del personale educativo è necessaria al funzionamento della struttura. Sono davvero contenta che si faccia cenno ad un concetto così importante in ambito educativo, anche se non capisco a quale aspetto si faccia riferimento visto che il Nido ha una durata di 42 settimane e che il Servizio può essere esteso in un tempo più lungo soltanto sotto altra forma, che non si configuri come attività ordinaria del Nido. Infatti in passato era stato istituito il Giocabimbo che ha coperto i mesi estivi in qualità di ludoteca 0-3 con personale esterno al Nido, mentre in tempi più recenti si è vista l’assegnazione del servizio estivo ai Nidi convenzionati. Naturalmente la relazione educativa è migliore se i bambini ritrovano la loro educatrice ad accoglierli anche d’estate, ma non è di continuità che si parla in questo caso in cui viene effettuata azione di animazione, ma di relazione con l’educatrice di riferimento’’.

‘’Mi meraviglio comunque – osserva la pedagogista viterbese - che il sindacato, sempre pronto a sostenere le uguaglianze di trattamento, in questo caso se ne stia zitto e non si sia mosso per capire come mai il personale attualmente impegnato in altro incarico per motivi di salute sia penalizzato così fortemente sul piano finanziario ed anche morale per la disparità di trattamento. L’uguaglianza è un concetto difficile da praticare ma è necessaria dal momento in cui c’è stata la medesima assunzione contrattuale. E se l’evolversi degli eventi ha inciso sulla situazione fisica o psichica di coloro che sono usciti dal Nido non credo che sia giusto farlo diventare una discriminante’’.






Facebook Twitter Rss