ANNO 16 n° 272
Discariche, Monterazzano come Norchia: 'Si doveva partire da capo'
Per la sindaca Frontini ''Era la cosa che chiedevamo, violazione del principio di autosufficienza dell'Ato''
Fabio
17/08/2024 - 07:45
di Fabio Tornatore

di Fabio Tornatore

VITERBO - 'Era la cosa che chiedevamo a seguito della riduzione della volumetria del progetto'. E' quanto risponde la sindaca di Viterbo, Chiara Frontini, riferendosi al quarto invaso di Monterazzano, a seguito del ritorno alla consultazione pubblica per l'autorizzazuone della discarica di Pian di Casalone, nei pressi del complesso archeologico di Norchia. 'Accade di sovente, non è un precedente'.

Questione complessa, questo è fuor di dubbio. L'ampliamento della discarica nella zona 'le fornaci' di Viterbo, a Monterazzano, è autorizzato, Per l'amministtrazione comunale del capoluogo, però, si doveva ricominciare l'iter autorizzativo dall'inizio dopo le modifiche del progetto da parte della società proponnte, come è accaduto per la discarica di pian di Casalone, dove, a seguito di osservazioni di stakeholder, la procedurea è tornata alla fase della consultazione pubblica.

'Era la cosa che chiedevamo a seguito della riduzione della volumetria del progetto, in quanto la riduzione era di fatto un nuovo progetto e quindi doveva vedere la procedura ripartire da capo' spiega la sindaca di Viterbo Chiara Frontini 'Quanto accaduto per DEGATER (discarica di Pian di Casalone NdR) in realtà succede sovente, che vengano riaperti i termini quindi non costituisce di certo precedente, peraltro oggi ho provveduto anche io stessa a trasmettere le osservazioni dell'amministrazione comunale al progetto in funzione di questa nuova fase di consultazione pubblica, che ribadiscono le motivazioni dell'amministrazione già affrontate per le tematiche dell'invaso di Monterazzano. In particolare' continua la sindaca 'riteniamo che, proprio come Monterazzano, il progetto non sia coerente con le previsioni del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti per la violazione del principio di autosufficienza dell'ATO e per la violazione del criterio di omogeneità territoriale, che mira a non determinare ulteriori carichi ambientali laddove la capacità di trattamento degli impianti soddisfa il fabbisogno all'interno ATO. Abbiamo anche eccepito' conclude Chiara Frontini 'che occorre condurre un'attenta analisi e valutazione sulla compatibilità con i criteri di localizzazione, e in particolare con i fattori escludenti e di attenzione progettuale, definiti dal PRGR e riassunti graficamente nella Tabella B del Piano Provinciale, che vede il territorio comunale non caratterizzato da aree prive di vincoli'.






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