ANNO 16 n° 273
Discariche, i nodi non si sciolgono
Quella di Albano resta aperta, ma ha i giorni contati. Altolą dell'Europa alla ''conversione'' dell'invaso di Magliano
13/09/2022 - 07:02

VITERBO - Si avvicina la scadenza dell’ultimatum impartito dalla Regione alle province del Lazio ancora prive di discarica affinché si dotino di impianti per lo smaltimento dell’immondizia in base a quel principio di autosufficienza stabilito dal nuovo piano dei rifiuti. Il termine fissato dalla Regione è il 30 di settembre. 

Viterbo intanto continua a farsi carico dell’emergenza. Anche se per poco. Ecologia Viterbo, la società che possiede la discarica di Monterazzano, ha annunciato nei giorni scorsi che in ogni caso chiuderà l’ingresso ai conferimenti dalle altre province (esclusa Rieti) come stabilito dagli accordi presi con la Regione a inizio anno e che prevedevano un quantitativo massimo di 50mila tonnellate.

Oltre a Viterbo l’unica altra discarica attiva nel Lazio resta quella di Albano. Nei giorni scorsi i giudici amministrativi hanno rigettato infatti i ricorsi presentati dal comune di Ardea e di Albano Laziale contro la proroga per l’utilizzo della discarica di Roncigliano, prevista da un’ordinanza firmata a luglio da Roberto Gualtieri in qualità di sindaco della città metropolitana di Roma. Il sito dovrebbe comunque chiudere il prossimo 15 novembre, data in cui dovrebbe andare a esaurimento con il riempimento del settimo invaso.

Un freno invece alla conversione della discarica di Magliano Romano da inerti a discarica di rifiuti arriva direttamente dall’Europa. La presidente della Commissione petizioni del Parlamento europeo ha inviato una missiva al ministro della Transizione ecologica Cingolani per sottoporre alla sua attenzione le istanze sollevate dalla comunità di Magliano Romano a tutela del proprio territorio. Lo si apprende Marco Cacciatore, consigliere regionale del Lazio di Europa Verde e presidente della Commissione Rifiuti della Pisana. ''La conversione della discarica di Magliano Romano da inerti a discarica di rifiuti non pericolosi sarebbe una violazione palese del Piano regionale rifiuti, che chiede autosufficienza di Roma e residualità delle discariche. La discarica poi non rispetterebbe le distanze dai siti sensibili fissate dal Piano'', ha detto il consigliere.






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