ANNO 16 n° 210
Discarica delle Fornaci, il Tar respinge i ricorsi del Comune di Viterbo e conferma l'ampliamento del sito di Viterbo
Nel corso del giudizio il Comune aveva sostenuto che l'ampliamento della discarica non fosse giustificato dalle esigenze del territorio viterbese e che il nuovo bacino avrebbe finito per accogliere rifiuti provenienti da altre aree del Lazio
29/07/2026 - 01:46

VITERBO – Si chiude con una decisione favorevole alla Regione Lazio e a Ecologia Viterbo la lunga battaglia amministrativa sull'ampliamento della discarica delle Fornaci. Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio ha infatti respinto i ricorsi promossi dal Comune di Viterbo contro gli atti che hanno autorizzato la realizzazione e l'entrata in funzione del nuovo invaso VT4.

La sentenza, pubblicata martedì 28 luglio, riguarda quattro distinti ricorsi presentati tra il 2023 e il 2025. Il collegio ha deciso di esaminarli congiuntamente, arrivando alla conclusione che gli atti impugnati sono legittimi.

Il primo ricorso è stato dichiarato inammissibile. Secondo i giudici, il provvedimento contestato rappresentava soltanto una fase interna del procedimento amministrativo e, non producendo effetti diretti nei confronti del Comune, non poteva essere impugnato autonomamente.

Diversa la sorte degli altri tre ricorsi, che sono stati esaminati nel merito ma ritenuti infondati. Le contestazioni riguardavano la modifica dell'Autorizzazione Integrata Ambientale, il Provvedimento autorizzatorio unico regionale e il successivo via libera all'esercizio del primo lotto del nuovo invaso.

Nel corso del giudizio il Comune aveva sostenuto che l'ampliamento della discarica non fosse giustificato dalle esigenze del territorio viterbese e che il nuovo bacino avrebbe finito per accogliere rifiuti provenienti da altre aree del Lazio, aggravando il peso dello smaltimento sulla Tuscia.

Il Tar ha però evidenziato come la normativa nazionale e comunitaria imponga di contemperare il principio di autosufficienza territoriale con quello della solidarietà tra gli ambiti regionali. In quest'ottica, i magistrati hanno ritenuto legittima la scelta della Regione di autorizzare il nuovo invaso anche alla luce della necessità di garantire continuità al sistema di smaltimento dopo l'esaurimento del precedente bacino VT3 e di fronteggiare le criticità ancora presenti nel ciclo dei rifiuti del Lazio.

La sentenza affronta anche le contestazioni relative all'iter amministrativo. Secondo il collegio, il dissenso manifestato da una delle amministrazioni coinvolte nella conferenza dei servizi non impedisce automaticamente il rilascio dell'autorizzazione, purché la decisione finale sia adeguatamente motivata.

Respinte anche le obiezioni riguardanti gli aspetti ambientali. I giudici hanno ritenuto che le prescrizioni formulate durante il procedimento siano state recepite attraverso modifiche progettuali che hanno ridimensionato l'intervento originariamente previsto, senza rendere necessario riavviare da capo l'intero iter autorizzativo.

Nessuna irregolarità è stata inoltre riscontrata sulle garanzie finanziarie presentate dal gestore dell'impianto. Le fideiussioni sono state considerate valide, fermo restando che dovranno essere rinnovate nei tempi previsti affinché sia assicurata la copertura economica delle attività di gestione e post-gestione della discarica. Il controllo sul mantenimento di tali garanzie resterà in capo alla Regione Lazio.

Anche sul sistema di gestione del percolato il Tar ha giudicato conforme alle norme la soluzione adottata, ritenendo ammissibile il collegamento temporaneo del nuovo invaso agli impianti già esistenti fino alla realizzazione delle nuove strutture previste dal progetto.

Con questa pronuncia il Tribunale amministrativo mette quindi un punto, almeno in primo grado, sul contenzioso riguardante il VT4. Il primo ricorso è stato dichiarato inammissibile, mentre gli altri tre sono stati respinti nel merito. Le spese di giudizio sono state integralmente compensate tra le parti.






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