


VITERBO – 'Un impianto sportivo non è soltanto cemento e acciaio, ma un investimento in salute, educazione e coesione sociale'. È da queste parole, dell'assesssore all'urbanistica, Emanuele Aronne, che ha preso forma il convegno dedicato all’abbattimento delle barriere architettoniche negli impianti sportivi, con un focus specifico sulle disabilità sensoriali, che si è tenuto nel pomeriggio di giovedì 19 settembre al Centro Culturale Valle Faul della Fondazione Carivit.
Un appuntamento che ha messo attorno allo stesso tavolo istituzioni, federazioni e tecnici del settore, con un obiettivo chiaro: superare non soltanto gli ostacoli fisici, ma anche quelli sensoriali e culturali, attraverso una nuova visione progettuale e dati aggiornati sull’impiantistica sportiva.

Dai numeri alla progettazione
Nel corso dell’incontro si è partiti dai dati. Lorenzo Marzoli, direttore di Sport e Salute, ha ribadito l’importanza di un censimento puntuale dell’impiantistica nazionale, sottolineando come nel Lazio soltanto il 44% dei Comuni stia contribuendo all’aggiornamento della piattaforma. Una fotografia precisa dello stato degli impianti rappresenta il primo passo per programmare interventi realmente efficaci.
Il quadro provinciale, illustrato dal delegato CONI Ugo Baldi, mostra una situazione a doppia velocità: su oltre cento impianti mappati, circa il 50% risulta non accessibile alle persone con disabilità. Se nei centri maggiori si registrano segnali di miglioramento, nei Comuni più piccoli molte strutture risultano datate e prive delle risorse necessarie per l’adeguamento.
Accessibilità oltre le barriere fisiche
L’accessibilità, è stato ribadito più volte, non si limita all’eliminazione dei gradini. Le barriere possono essere anche sensoriali – come nel caso di persone con disabilità visive o uditive – e persino cognitive o culturali, legate a una progettazione che non tiene conto delle diverse esigenze. Fabio Gelsomini, della Federazione Sport Sordi, ha ricordato come soluzioni tecnologiche anche a basso costo, come sistemi luminosi per segnalare il fischio dell’arbitro, possano migliorare l’esperienza sportiva di tutti, non solo di una categoria specifica.
Il PEBA e le tre linee d’azione sullo sport
In questo scenario si inserisce il lavoro portato avanti dall’amministrazione comunale. L’assessore all’Urbanistica Emanuele Aronne ha ricordato come, durante il mandato, sia stato approvato il nuovo PEBA (Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche), uno strumento che non si limita alle barriere fisiche ma interviene anche su quelle sensoriali e cognitive. Per quanto riguarda lo sport, le linee principali di intervento sono state tre: la creazione di un ufficio dedicato allo sport con una nuova regolamentazione della gestione; l’organizzazione di eventi sportivi ricorrenti; e un ampio programma di riqualificazione e completamento dell’impiantistica.
Sul fronte degli investimenti, Aronne ha parlato di circa 13 milioni di euro impiegati nel corso del mandato per interventi legati agli impianti sportivi, di cui 5 milioni provenienti dai fondi PNRR. Numerosi cantieri sono stati avviati e altri già conclusi, con l’obiettivo di rendere le strutture sempre più accessibili e funzionali.
Una spesa che diventa opportunità
Il messaggio emerso dal convegno è chiaro: investire nell’abbattimento delle barriere non significa destinare risorse a una minoranza, ma migliorare la qualità della vita dell’intera comunità. Un impianto progettato per essere accessibile è più sicuro, più moderno e più fruibile per tutti: famiglie, anziani, bambini, atleti. Superare i propri limiti è la sfida dello sport. Superare le barriere, invece, è la sfida di una città che vuole crescere.