

VITERBO - Mercoledì 31 marzo Lazio DiSCo, l'ente regionale per il diritto allo studio e la promozione della conoscenza, ha annunciato una nuova tranche di scorrimenti sulla graduatoria per l'accesso alla borsa di studio per gli studenti universitari, dove tornano dopo 10 anni gli 'idonei ma non vincitori'. Questo significa che circa 6.000 studenti e studentesse, pur avendo i requisiti economici richiesti, si trovano a dover proseguire il loro percorso accademico senza i fondi promessi e necessari per vivere dignitosamente.
È inaccettabile che si ritorni ad avere persone che cercano di costruire il proprio futuro, ma che sono costrette a scontrarsi con l'incertezza economica a causa di mancanze politiche, dopo che durante la giunta regionale guidata da Nicola Zingaretti si era riusciti a coprire le borse di studio di tutti gli idonei. Ci chiediamo se si stia facendo davvero abbastanza per garantire il diritto allo studio.
Secondo l'indagine 'Emergenza fuorisede' redatta dall'Unione degli Universitari, in collaborazione con CGIL e SUNIA, mediamente uno studente fuorisede spende al mese 1.458 euro. Al contempo, l'Istat stima che nel 2024 in Italia ci siano 2,2 milioni di famiglie in condizione di povertà assoluta, un dato tristemente destinato a crescere. Come possono questi due dati convivere? Come si può accettare che, mentre milioni di famiglie fanno difficoltà ad arrivare a fine mese, si torni a disinvestire sul diritto allo studio
È fondamentale che i giovani e le loro famiglie abbiano la certezza del supporto statale e regionale, e che il loro percorso accademico non sia continuamente minato dall'ansia di non farcela economicamente.
Credo sia doveroso ricordare che l'articolo 34 della nostra Costituzione stabilisce che 'I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi'. Ma è altrettanto doveroso denunciare come, alla prova dei fatti, ci sia ancora troppa strada da fare per rendere questa promessa una realtà tangibile e accessibile.
In Italia, studiare sta diventando una corsa a ostacoli in cui il reddito di partenza pesa ancora troppo. Considerando i costi di affitti, trasporti, tasse e materiali didattici, mantenere gli studi sta diventando insostenibile.
Purtroppo le istituzioni attuali non hanno dimostrato di essere sufficientemente sensibili al tema, permettendo che si ripresentasse, dopo un decennio, l'assurdo limbo dell'essere 'idoneo ma non beneficiario' per mancanza di coperture finanziarie. Si ha quasi l'impressione che il futuro delle nuove generazioni non sia considerato una priorità.
Federazione dei Giovani Democratici Ndella Provincia di Viterbo