


VITERBO – È bastato punto sull'ordine del giorno presentato dal Partito Democratico per accendere il dibattito durante il consiglio comunale a Palazzo dei Priori. Il documento, proposto dalla consigliera Alessandra Troncarelli, chiedeva di prevenire e contrastare le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e l'identità di genere. Una proposta che ha causato molte perplessità, finendo al centro di uno scontro politico dai toni accesi.

Tra le voci più critiche, quella del Vicesindaco Alfonso Antoniozzi, che ha bocciato l’impostazione della mozione, definendola “culturalmente sbagliata, politicamente miope e simbolicamente pericolosa”. Al centro della polemica, il fatto che la mozione, così com’è formulata, affidi il tema delle discriminazioni all’assessorato ai servizi sociali. “Il problema non è sociale – spiega Antoniozzi – Non siamo una categoria fragile da gestire con i servizi sociali. È una visione che ci riporta dentro la trappola del patriarcato. L’omofobia si combatte redistribuendo potere, non relegandoci a un ambito assistenziale”.

Immediata la replica della consigliera Troncarelli, che ha difeso il provvedimento e attaccato duramente le accuse di strumentalizzazione politica “Vi state arrampicando sugli specchi – L’astensione motivata dalla presenza del nostro simbolo dimostra chi è davvero politicamente miope, la mozione è stata presentata cinque giorni fa e ci sarebbe stato tutto il tempo di toglierla, se fosse stato richeisto, proprio per questo oggi rivendico il simbolo del Partito Democratico su questa mozione. Il coraggio politico, in questo caso, sta nel prendere posizione, non nel tirarsi indietro”. Questo perché come critica la consigliera PD, la maggioranza dei consiglieri di maggioranza si sono dichiarati astenuti per via della presenza del logo del PD sul documento fornito.
A sostenere Troncarelli anche il consigliere PD Alvaro Ricci, che ha parlato apertamente di “chiusura netta” da parte della maggioranza civica “Dire che il PD ha presentato questa mozione per prendersi una medaglietta – ha dichiarato – è semplicemente vergognoso”.
La mozione, pur non ottenendo l’approvazione, ha comunque costretto il Consiglio comunale a confrontarsi su un tema ancora troppo spesso rimosso dal dibattito politico, specialmente locale. “In attesa di un eventuale nuovo passaggio in aula, resta l’impressione di un’occasione mancata” aggiunge la consigliera capogruppo di Fratelli D’Italia Laura Allegrini “quella di lanciare un segnale forte e univoco contro ogni forma di discriminazione, senza lasciare che simboli di partito prevalgano su un principio cardine di questa nuova era”.