

'Istituiremo presso il Comune di Viterbo un Garante per i Diritti degli animali. Un punto di riferimento per tutti i cittadini'. Ad impegnarsi in questa direzione è il candidato sindaco di Viva Viterbo, Filippo Rossi, ieri sera alla Libreria del Teatro durante l'incontro 'Viterbo vuol bene agli animali'. Assieme a Filippo Rossi anche Dominga Martines (avvocato e vicepresidente del Comitato per la tutela dei diritti degli animali) e Cristiano Zappi (candidato di Viva Viterbo e presidente del Comitato per i diritti degli animali).
'La nostra idea di città - spiega Rossi - vuole essere accogliente anche rispetto al mondo degli animali. Perché anch'essi, come ognuno di noi, nascono uguali davanti alla vita e hanno gli stessi diritti all'esistenza. Un'esistenza fondata sull'affetto e la dignità. Fondata su diritti precisi e sull'assistenza da parte delle istituzioni'.
'Tanti cuccioli - sottolinea la Martines - nascono proprio nei canili. Molte amministrazioni contribuiscono economicamente per chi intende adottare un cane ma secondo me non è la formula giusta perché più volte mi è capitato di notare che, appena il Comune, per una qualche ragione, smette di erogare l'aiuto alle famiglie, il cane ritorna al canile. Sarebbero invece preferibili convenzioni con veterinari e negozi specializzati per chiunque volesse adottare un cane'.
'Il Garante per i diritti degli animali - ha dichiarato Zappi - serve ad accordare il lavoro tra le Asl e le varie associazioni di volontariato e accoglie le segnalazioni dei privati. Servono inoltre aree di sgambamento in ogni quartiere, cioè spazi attrezzati per permettere ai cani di correre. A Viterbo, purtroppo, ne esiste soltanto una. Infine in alcuni comuni dell'Alta Italia è stato abolito il randagismo ed è ritornato il cane di quartiere per evitare l'affollamento nei canili. Il cane di quartiere, munito di microchip, sterilizzato, e vaccinato, è accudito dai cittadini'.
'Se a Viterbo esiste solo un'area di sgambamento dislocata male - ha concluso Rossi - significa che il Comune non le ha ritenute fondamentali. Si sono adagiati su ciò che non c'è come se fosse ineluttabile, senza cercare nemmeno di cambiare le cose'.