ANNO 16 n° 273
''Dimesso senza diagnosi certa, costretto a 'sconfinare' per curarmi''
La testimonianza di Egidio Gubbiotto: ''La mancanza degli accertamenti dovuti evidenzia la malasanitą viterbese''
22/02/2023 - 07:02

VITERBO - Dimesso dal pronto soccorso senza una diagnosi cerca, 'costretto' a 'sconfinare' per curarsi, ritiene di essere stato vittima di un caso di malasanità. Pertanto prende carta e penna e scrive al direttore sanitario dell'Asl di Viterbo.

Il protagonista della disavvenura è Egidio Gubbiotto, segretario provinciale della Confael.

''Nel 2022 sono stato ricoverato presso il pronto soccorso dell’ospedale di Viterbo, dove mi sono stati eseguiti accertamenti sullo stato di salute, ma dimesso senza una precisa diagnosi - racconta - Accertamenti incompleti?

Tornato a casa notavo un costante peggioramento del mio stato di salute, finché ho deciso di “sconfinare” presso la vicina Terni per una visita di medicina interna dal prof. Gaetano Vaudo che appena esaminati gli accertamenti eseguiti presso l’ospedale di Viterbo in regime di ricovero ed altri effettuati privatamente anche in intramoenia, ha emesso la diagnosi prevedendo un sollecito ricovero, avvenuto lo scorso 21 gennaio.

Immediatamente sono iniziati ulteriori accertamenti che hanno confermato la diagnosi. Accertamenti  - prosegue Gubbiotto - che avrebbero potuto essere eseguiti anche presso l’ospedale di Viterbo e che avrebbero anticipato la giusta diagnosi che prolungandosi ulteriormente avrebbe causato “morte certa”.

Tale diagnosi ha “messo in moto ” il meccanismo chirurgico” con la cardiochirurgia che è intervenuta rapidamente, salvamdomi la vita. Escludendo la cardiochirurgia, specialità inesistente a Viterbo - rimarca Gubbiotto - la mancanza dei dovuti accertamenti evidenzia la “malasanità viterbese”.

Gubbiotto ringrazia quindi ''tutti i professionisti dell’area medica e cardiochirurgica, in primis gli infermieri e gli operatori socio-sanitari, senza escludere la collega che con il suo suggerimento di “andare via da Viterbo” mi ha salvato la vita''.

''Rendere efficace la sanità, “demolita” nella Regione Lazio - conclude il segretario Confael - a Viterbo è un dovere di tutti, specialmente da parte delle massime autorità sanitarie''.






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